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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

Futuro dei portali aziendali e ambienti collaborativi

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Per gli enterprise portals l’anno che si è appena concluso è stato ricco di novità, annunci e segnali. Può essere interessante per un redattore al suo ultimo articolo per l’anno in corso e per una rivista da sempre molto attenta alle nuove tendenze, provare a stilare un resoconto di quanto successo nel tentativo di comprendere meglio quello che potrebbe accadere. Non è però mia intenzione suggerire roadmap di prodotti e funzionalità. Collegandomi invece alle riflessioni pubblicate sul numero precedente a commento del convegno Portal e Web 2.0 organizzato da Nextvalue e Computer Business Review, cercherò di confermare alcune tendenze e attirare l’attenzione del lettore su alcuni nuovi paradigmi che stanno reinventando quella parte della rete abitata dagli enterprise portal.

Quale futuro per i portali aziendali

Le novità che hanno caratterizzato nel 2007 il mercato degli Enteprise Portal e le tendenze per il nuovo anno.

( Un articolo di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di dicembre 2007

Per gli enterprise portals l’anno che si è appena concluso è stato ricco di novità, annunci e segnali. Può essere interessante per un redattore al suo ultimo articolo per l’anno in corso e per una rivista da sempre molto attenta alle nuove tendenze, provare a stilare un resoconto di quanto successo nel tentativo di comprendere meglio quello che potrebbe accadere. Non è però mia intenzione suggerire roadmap di prodotti e funzionalità.  Collegandomi invece alle riflessioni pubblicate sul numero precedente a commento del convegno Portal e Web 2.0 organizzato da Nextvalue e Computer Business Review, cercherò di confermare alcune tendenze e attirare l’attenzione del lettore su alcuni nuovi paradigmi che stanno reinventando quella parte della rete abitata dagli enterprise portal. Il dibattito in corso tra gli addetti ai lavori e gli specialisti conferma che, come qualsiasi altra soluzione software, anche gli enterprise portal evolvono, in termini tecnologici, funzionali e organizzativi. Faccio riferimento ad un’evoluzione che sta avvenendo nel segno della socialità e della maggiore partecipazione da parte degli utenti e dei consumatori alla produzione di nuova conoscenza in rete che segue l’evoluzione delle nuove tecnologie e dei nuovi paradigmi WEB 2.0. Si tratta di una novità interessante che riporta alla mente i primi portali che hanno cambiato la rete. Portali come AOL, Yahoo ecc. , nati per soddisfare esigenze consumer e non certamente aziendali. Oggi il ruolo del consumatore in rete è profondamente cambiato e finisce per determinare anche il modo con cui i portali enterprise vengono percepiti ed utilizzati all’interno delle aziende e per condizionare il comportamento delle persone che ne fanno uso.

Non è un caso che il mercato degli enterprise portal sia sempre meno focalizzato sulle funzionalità del browser e poco sull’utilizzo dei motori di ricerca. L’attenzione dei vendor e degli investitori vanno invece nella direzione segnata, ancora una volta, da soluzioni di portali di tipo consumer, Facebook e Myspace e altri,  che hanno fatto della collaborazone e condivisone tra individui le basi del loro successo in rete. Un successo che sta portando dentro le aziende e le grandi organizzazioni nuovi paradigmi, metafore e modelli che stanno influenzando il mercato dei vendor di software enteprise portal ( IBM center Stage e BEA Web 2.0) da un lato e  i loro clienti.

Per il momento la realtà dell’offerta è articolata e lontana dal fornire risposte adeguate alle nuove esigenze delle aziende. Prevalgono le offerte consulenziali, vengono realizzati i primi prototipi 2.0 ma poche sono le soluzioni che possano essere definite  WEB 2.0.  Il vento del cambiamento è forte e molte aziende italiane stanno mostrando una elevata dimestichezza con le tecnologie Web ma, come evidenziato anche dalla survey recente di Nextvalue, siamo ancora in una fase di early adoption. Il trend fa prevedere che il Chasm di Moore possa essere facilmente e rapidamente superato ma forse molte aziende cercheranno di evitare di trovarsi a precipitarvi in un momento nel quale i vendor come IBM, BEA, Oracle e altri stanno rivedendo la loro value proposition e  le loro applicazioni di enterprise portal.

Il Mercato enterprise portal

Il mercato degli enterprise portal continua a crescere con percentuali prossime al 10% all’anno. Le nuove tecnologie e i nuovi framework che rendono più rapido lo sviluppo e l’implementazione di nuove applicazioni stanno facendo crescere anche il numero dei portali in azienda così come il numero dei potenziali utilizzatori. Il mercato degli enterprise portal cresce anche perché, per soddisfare l’esigenza di comprimere nel tempo e rendere più efficienti processi decisionali che si attuano in situazioni dinamiche, rese complesse da contesti sempre più mutevoli e incerti, molte aziende stanno ricorrendo al business process management e alle architetture SOA (Service Oriented Architecture). Tecnologie e principi già integrati da tempo in molte soluzioni di enterprise portal disponibili sul mercato con l’obiettivo di facilitare l’interazione tra utenti e la condivisione delle conoscenze e delle esperienze,. I vendor stanno adeguando la loro proposta per rendere disponibili funzionalità web 2.0 e di social computing enterprise,  per permettere al cliente di sfruttare al meglio le opportunità offerte da BPM e SOA in ambiti quali la sicurezza, la personalizzazione e gli strumenti di ricerca.

Le novità introdotte nel 2007

Il 2007 è iniziato all’insegna di IBM con il lancio avvenuto al Lotushere di Orlando:  della nuova piattaforma di social software denominata Connections costruita a partire dalle funzionalità e componenti tecnologiche migliori di Lotus; di Quickr una nuova piattaforma di content management di tipo collaborativi; dell’integrazione di Google Gadgets dentro WebSphere Portal. In aprile è arrivata la risposta di BEA con il rilascio di WebLogic Portal 10 che ha introdotto nuove importanti  novità a livello di application server ma anche strumenti Web 2.0 quali portali AJAX e funzionalità di mashup, unitamente a migliori strumenti amministrativi e di gestione dei contenuti.
In maggio SAP ha rilasciato una nuova versione della soluzione di enterprise portal Netweaver con l’introduzione di nuove funzionalità comprendenti una nuova user experience grazie ad una interfaccia utente sviluppata con funzionalità AJAX e Web 2.0 e l’integrazione di nuovi servizi SOA. Sempre in maggio SUN ha annunciato un nuovo progetto open source denominato OpenPortal come comunità nella quale i partecipanti possano accedere al codice sorgente del portale SUN. Un portale che dispone di una infrastruttura CMS/DM basata su un repository Apache Jackrabbit. Agli inizi di Luglio Red Hat ha rilasciato la versione 2.6 di Jboss Portal dotata di una elevata integrazione con Google Gadgets, migliore usabilità ed una versione separata per gli sviluppatori. Nulla di nuovo invece  sul fronte dei motori di ricerca e di maggiore collaborazione targata 2.0. Infine Oracle agli inizi di novembre ha annunciato la nuova roadmap della suite Oracle Webcenter che potrebbe diventare la soluzione enterprise portal di Oracle futura. Mancano in questo elenco player importanti quali Microsoft, Vignette, Broadvision e realtà del mondo open source quali Liferay (rilascio della versione 4.3.4 in novembre) , Plone, eXo Platform e Apache Project che potrebbero però diventare i protagonisti di domani.

Il nuovo paradigma

Google e Facebook sono oggi i protagonisti innovatori di un mercato enterprise portal che non sente aria di crisi. Lo sono a scapito di vendor come Yahoo, AOL, Excite, AltaVista e altri che pure avevano aperto la strada dei portali consumer verso la metà degli anni ’90.  Al loro nascere i portali avevano come obiettivo di garantire un accesso rapido alle informazioni, cosa più facile a dirsi che a farsi se qualcuno si ricorda quanto fosse complicato con le tecnologie web degli anni novanta costruire pagine ergonomicamente user-friendly e interfacce grafiche intuitive. La risposta a questi ostacoli venne dall’introduzione di nuovi e potenti motori di ricerca in grado di scandagliare milioni di siti web e di link per fornire l’informazione ricercata. Fu così che Yahoo perse la sua battaglia con Google e con le sue molte innovazioni applicative e funzionali quali iGoogle, alert, feed RSS, widget ecc. tutte utili all’utente per compattare in poche pagine montagne di informazioni. Con l’esplodere della ‘Web 2.0 mania’ però anche iGoogle sta cominciando a mostrare la corda, non è infatti in grado di offrire un livello di condivisione tra utenti e di collaborazione all’altezza delle esigenze di un utente della rete oggi molto evoluto perché ha maturato numerose esperienze sociali in portali di nuova generazione quali Facebook, Myspace, ma anche come Youtube e Quickr.


Questo cambiamento sembra tracciare la strada per i portali consumer e gli enterprise portal del futuro facendo del paradigma della collaborazione il nuovo principio della rete.  Facebook con i suoi grafi sociali e mappe relazionali sembra avere trovato una risposta concreta per quanti negli anni passati, a volte con investimenti consistenti,  hanno cercato di implementare soluzioni di knowledge management per favorire la nascita di comunità della conoscenza in grado di  plasmare organizzazione e individui attraverso l’apprendimento continuo che nasce dallo scambio e dalla collaborazione. Facebook ha semplicemente messo l’utente al centro e lo ha valorizzato come attore e protagonista delle molte reti sociali, professionali e organizzative che caratterizzano l’ecosistema virtuale e comunitario di cui fa parte. La rete e la mappa diventano gli strumenti o i media necessari per un apprendimento continuo ed un rapido accesso alle informazioni e alle conoscenze, siano esse tacite o esplicite.  Le informazioni a cui si fa riferimento non sono più semplici contenuti testuali ma eventi, fotografie, immagini, video, libri, attività politiche e sociali e molto altro.  In questo tipo di contesto, l’utente non ha più bisogno di cercare le informazioni, sono loro a trovare la strada giusta verso una nuova tipologia di abitante della rete che abita i nuovi luoghi e territori online con il suo profilo, le sue preferenze personali e le sue relazioni interpersonali con altri utenti. Si vengono così a creare degli ecosistemi nei quali l’utente non è più soddisfatto soltanto per la quantità di informazioni a cui ha accesso ma soprattutto della loro qualità. Le informazioni sono infatti profilate e personalizzate, in base ad attributi e comportamenti, e l’utente risparmia una delle risorse scarse di cui dispone, il tempo, perché non è più obbligato a navigare nelle centinaia di pagine web e migiaia di link solitamente forniti da un motore di ricerca. Anche se il processo di strutturazione delle informazioni da distribuire non è ancora sufficiente, Facebook , ma anche Digg e altri portali stanno aumentando costantemente la loro offerta di servizi che vedono l’utilizzo di nuove tecnologie Web 2.0 e prevedono una sempre maggiore partecipazione attiva e sociale dell’utente. E’ probabile che le mappe sociali di Facebook non riescano oggi a sostituire i motori di ricerca, esattamente come il motore di ricerca non ha eliminato il browser. Le nuove evoluzioni della tecnologia, dei portali consmer e degli enterprise portal potrebbero però mettere in crisi modelli oggi di successo quali quello di Google e favorire l’affermazione di quelle realtà che hanno fatto della condivisione, interazione e collaborazione in versione web 2.0 il loro core business.

Tendenze per il futuro

Il 2008 sarà caratterizzato dall’impiego delle tecnologie 2.0 per aggiungere nuove funzionalità ai portali enterprise e ai loro ambienti di lavoro. portali di quinta e sesta generazione (per usare una declinazione Gartner Group) saranno sempre più caratterizzati da applicazioni orientate al business , dall’integrazione dei processi e delle applicazioni. Tre le parole chiavi per i portali : collaborazione, integrazione e sviluppo applicativo. Le nuove tecnologie collaborative tipo wiki, blog, social networks, RSS, cloud tags, Google maps, social bookmarking,  ecc. offriranno nuove modalità di collaborazione di gruppo nella creazione, pubblicazione e comunicazione di informazioni sulle reti pubbliche e su quelle aziendali. L’enterprise portal sarà sempre più caratterizzato da una elevata partecipazione, dati e metadati generati dagli utenti, architetture user-centric, processi aperti e trasparenti, interfacce di programmazione aperte e da un maggiore ricorso al software open source.

Le tecnologie applicative Web 2.0 andranno invece a semplificare lo sviluppo di nuove soluzioni Web grazie ai mashups, AJAX, e linguaggi quali PHP e Ruby, garantendo all’utente applicazioni più ricche (scorciatoie da tastiera, look&feel), maggiore disponibilità di informazioni (interattività su input dell’utente, applicazioni integrate via mashups) e maggiori prestazioni grazie a miglioramenti nelle modalità di caricamento e gestione delle pagine. L’impatto dipenderà dalla capacità delle aziende di far coincidere le esigenze degli utenti e le urgenze del business con le capacità innovative della direzione dei sistemi informativi per costruire nuove architetture business orientate al servizio. L’integrazione non sarà solo applicativa ( ad es. integrazione di mailing list Outlook con blog e wiki) ma anche organizzativa e funzionale per far parlare tra loro l’enterprise portal con applicazioni marketing, HR, BPM, BI, ecc. Questa pervasività delle tecnologie enterprise portal farà risaltare nelle aziende il problema della molteplicità dei portali in seno all’azienda e potrebbe portare alla creazione di enterprise portal federati. Tutti i vendor andranno a potenziare le loro soluzioni di enterprise portal aggiungendo funzionalità collaborative ma anche nuovi motori di ricerca specializzati, strumenti di CMS ( documentale e contenuti web) e navigazione facilitata e maggiormente user friendly.

Infine con un saluto ai lettori per un arrivederci all’anno prossimo, mi permetto di prevedere che sarà sempre più difficile separare gli enterprise portals dai portali consumer e che i due mondi volutamente tenuti separati da analisti e specialisti del settore vedranno una convergenza sempre più accentuata determinata dal ruolo che in entrambi i contesti verrà assegnato al nuovo utente e cittadino della rete.

 

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