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Pro e contro delle reti sociali

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Social Network, ovvero condivisione e scambio di contributi, ma anche rischio di furto di informazioni sensibili

Un articolo di Marco Ugolini (Kaspersky Lab Italia) ripreso da CBRITALY 

Nel tentativo di rimanere, o quantomeno di tentare di rimanere, sulla cresta dell’onda degli affari, i vari competitor cercano costantemente nuovi metodi per promuovere e descrivere i loro servizi e prodotti, e il canale Web non viene di certo trascurato in queste iniziative. Il risultato finale di questa competizione per il primo posto, la continua ricerca di innovazione tecnologica ed il perseguire l’obiettivo del primato a tutti i costi, hanno avuto come effetto collaterale il conio di una serie di nuovi termini, di definizione sfuggente, che risultano difficili da comprendere e che confondono sia chi tenta di accostarsi ad essi da profano sia chi fa parte degli “addetti ai lavori”.

Il termine Web 2.0 è un recente esempio di questi neologismi, il quale potenzialmente significa talmente tante cose che pochi dei suddetti competitor ormai non si ritengono “Web 2.0”.

Ma che definizione possiamo dare al Web 2.0 per cercare di definirne il fenomeno?
Analizzando il Web 2.0 nella sua essenza, ci potremo rendere conto che questa non riguarda semplicemente la collaborazione e il contributo, o scambio di contenuti, da parte degli utenti, attraverso wiki, blog personali e podcast. Il Web 2.0 è, allo stato attuale, il modo di mandare e ricevere informazioni più rapido di tutti i tempi. Non solo, i servizi sviluppati mediante le tecnologie, idealmente racchiuse in questo termine, hanno reso il Web in generale più semplice da usare, abbattendo quelli che erano i muri fra l’usabilità di ciò che veniva utilizzato sui propri desktop e quello che la rete offriva online, creando un’esperienza nuova su Internet, capace di fondere quello che nel “vecchio” Web, semplicemente, non poteva essere fatto.

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