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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

A margine del convegno sul Professional Networking di Manager Italia

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Il giorno 28 febbraio ho partecipato come oratore al convegno "Professional @ Work" organizzato da Manager Italia del quale Complexlab è stato uno degli sponsor. Il convegno ha visto una folta partecipazione ed una ricca discussione che ha impedito, per ragioni di tempo, agli oratori di approfon dire tutti gli argomenti previsti. Con queste note voglio provare a toccare alcuni di questi argomenti rimasti inevasi invitando i lettori a falsificare e commentare il mio modesto punto di vista.

A margine del convegno sul Professional Networking di Manager Italia

Il giorno 28 febbraio ho partecipato come oratore al convegno "Professional @ Work" organizzato da Manager Italia del quale Complexlab è stato uno degli sponsor.
Il convegno ha visto una folta partecipazione ed una ricca discussione che ha impedito, per ragioni di tempo, agli oratori di approfon dire tutti gli argomenti previsti.
Con queste note voglio provare a toccare alcuni di questi argomenti rimasti inevasi invitando i lettori a falsificare e commentare il mio modesto punto di vista.

I vantaggi degli ambienti di social/professional networking


I vantaggi derivanti da networks professionali online possono essere molteplici. Il vantaggio più ovvio ma forse il più difficile da concretizzare è un’opportunità di carriera, di collaborazione, di nuovo business.  E’ ovvio perché legato strettamente alle motivazioni che ci portano a frequentare i network professionali, complicato perché non è detto che network come linkedin funzionino automaticamente in tutti i paesi del mondo. In Italia ad esempio, patria di raccomandati, figli di papà, il network digitale potrebbe anche non rappresentare ancora una soluzione. Non è un caso che con l’eccezione di MILANIN ( locale già nel nome ) non siano nate in Italia esperienze nazionali quali eCademy, OpenBC, Neurona ecc.
I risultati in termini di vantaggi sono comunque legati alla qualità delle risorse investite e alla quantità di tempo dedicato.
Le opportunità che nascono all’interno di una rete si traducono in realtà più facilmente perché nascono da conoscenze dirette dei bisogni del cliente e l’intermediazione facilita il dialogo fra le parti in causa. Si risparmia tempo e denaro perché chi ti contatta conosce le tue capacità e la tua reputazione ed è disponibile alla raccomandazione. Aumentano la varietà e la numerosità di opportunità a cui si è esposti e la possibilità di trovare percorsi professionali diversi. Partecipando alla rete si viene a conoscenza di molte cose e si sviluppano a
antenne intelligenti pronte a cogliere per tempo nuovi ambiti nei quali proporsi o intervenire.  Le raccomandazioni offerte sono visibili in rete e si riflettono positivamente anche su chi le fa

Esistono molti vantaggi legati al marketing di sé stessi quali:

  • La costruzione e promozione di un proprio marchio di fabbrica,
  • La possibilità di espandere la propria rete in modo esponenziale e virale
  • La possibilità di aumentare facilmente il traffico verso i propri contenuti online
  • La possibilità di partecipare o far nascere gruppi, comunità tematiche, tribù


I  vantaggi per le aziende che decidono di fare uso dei network sociali nascono dalle potenzialità relazionali e sociali tipiche delle reti sociali che favoriscono il passaparola, l’affermarsi del marchio e la sua reputazione. Ci sono vantaggi economici importanti, legati all’utilizzo di nuove tecniche di marketing che fanno dei social network e delle informazioni relazionali che essi producono un punto di partenza importante per iniziative di comunicazione, marketing e commerciale (es. carte fedeltà e ESSELUNGA).

Gli svantaggi degli ambienti di social/professional networking

Il primo svantaggio è non esserci!
Poi ci sono svantaggi che derivano dalla barriere all’ingresso e utilizzo dei social network disponibili ( tempo, la necessità di appoggiarsi almeno su un hub, la difficoltà a far crescere in tempi rapidi la propria rete e infine il fatto che queste reti facciano affidamento ai meccanismi delle raccomandazioni per accrescere autorevolezza e reputazione) e barriere o difficoltà legate alla loro manutenzione e gestione e barriere legate alla percezione che ognuno di noi ha della loro utilità ( non tutti si accontentano di vedere il numero dei propri contatti crescere costantemente).

Gli svantaggi del networking in generale e di quello online in particolare è che secondo me la parola networking assume per ognuno di noi significati diversi. Un conto è parlare di attività di social networking online finalizzate al dating, alla ricerca dell’anima gemella, diverso è parlare di networking professionale. Le due tipologie di networking poi trovano espressione e modalità di pratica diverse a seconda delle persone che vi fanno ricorso.

Lo svantaggio maggiore per il networking professionale online dipende dalla moltitudine di strumenti di social network disponibili. Una moltitudine d’offerta che è una ricetta certa per molti disastri, per l’individuo che ne fa uso, per la comunità e per le aziende che hanno investito in nuove soluzioni.

La ricchezza dell’offerta finisce per generare caos e disaffezione perché le molte scelte a cui ognuno di noi è portato da amici e colleghi finiscono per farci essere presenti in numerose comunità virtuali e per obbligarci a spendere grandi quantità di tempo solo per tenere aggiornati i nostri profili invece di focalizzarsi sulla qualità delle relazioni e di attivare iniziative concrete legate a progetti di vita e o professionali ben definiti.

Come direbe Bauman le persone sono sempre alla ricerca di nuove comunità e per questo motivo sono disposte ad aderire a reti sociali diverse ma questo atteggiamento cambia quando esse realizzano che il loro networking è diventato qualcosa di complicato. La disaffezione che ne deriva porta rapidamente ad un calo di fiducia nei confronti del network sociale scelto e ad un mancato interesse nel fare rete. L’ispirazione ed entusiasmo iniziali, le motivazioni e le pulsioni interne che  generavano creatività e tenevano alta l’attenzione finiscono per trasformarsi in qualcosa di meccanico, letargico e passivo.

Il networking online è difficile esattamente come lo è quello nella vita reale. Anzi può essere più complicato, soprattutto in Italia, perché non si basa su una conoscenza fisica diretta.

La prima impressione online conta molto, ma è una impressione che non può essere mitigata o migliorata dalla presenza ed è soggetta alla percezione del momento, allo stato d’animo della persona, alla maggiore o minore dimestichezza nell’uso delle tecnologie e alle modalità con la quale si naviga e si abita la rete.

I nostri comportamenti in rete sono molto più importanti di quanto riusciamo ad immaginarci. Peccato che spesso non vi facciamo attenzione.

Il Blog come network sociale


Blog, wiki, e network sociali online sono assimilibabili perché comuni sono le motivazioni, le pulsioni aggreganti, gli obiettivi utilitaristici e pragmatici che guidano le persone a presenziare questi luoghi e a mettersi in gioco. Se si guarda al fenomeno dal punto di vista puramente tecnologico e funzionale i siti o ambienti di networking sociale puro forniscono maggiori risorse e opportunità relazionali perché gli algoritmi e la logica da essi sviluppati derivano da alcuni principi della teoria delle reti e dagli algoritmi da essa sviluppati e sperimentati: i sei gradi di separazione (Linkedin, Ecademy, OpenBC ecc.), i piccoli mondi (Asmallworld), i legami deboli (tutti), l tipping points ecc.  Le funzionalità di questi portali hanno il loro limite nelle loro finalità, spesso legate ad una semplice gestione del profilo personale, al marketing di se stessi, alla costruzione di una banca dati con i contatti che servono o potranno servire in futuro, alla ricerca di un nuovo lavoro o avanzamento di carriera, alla ricerca di nuovi clienti e partner commerciali. Molto spesso l’obiettivo vero dei social network online non sono nemmeno esplicitati. Linkedin ad esempio è più uno strumento per cacciatori di teste che per persone alla ricerca di un lavoro. Serve ad entrambi, non fraintendiamo, ma forse il target primario è il primo: una grande banca dati di CV e profili che non deve essere aggiornata a costi elevati in casa perché l’aggiornamento è a carico dell’interessato.
Credo che i social network alla Linkedin o anche Facebook non siano in contrasto con i blog che abitano la blogosfera ma anzi siano con essi strettamente collegati.

A livello di comportamenti/ partecipazione non credo che le persone abituate ad abitare la rete attraverso il loro blog lo possano abbandonare per un social network come Facebook, piuttosto lo useranno come un altro strumento per promuovere se stessi e il loro blog esattamente come fanno oggi con il tagging, i feed RSS ecc.

Da un punto di vista quantitativo il social network permette di raggiungere e comunicare con un numero maggiore di persone ma non è necessariamente questo l'obiettivo di un blogger.

Inoltre la blogosfera è già di per sè un grande social network e basta vedere le frequenti citazioni, l'uso di RSS, tag e link per comprendere come le reti sociali che la caratterizzano siano particolarmente efficaci perchè le relazioni sono costantemente qualificate dai contenuti pubblicati, dalla conoscenza reciproca, partecipazione, voglia di confrontarsi e dialogare, tutti comportamenti altamente sociali e relazionali.

Tempo e dedizione


Falso che il networking sociale attraverso strumenti online richieda poco tempo o meno tempo di quanto non richieda ad esempio un blog.  Falso se all’attività online si affianca la necessaria attività relazionale offline. Creare o duplicare un contatto o copiare un profilo tra Linkedin, Neurona, Viadeo o altro serve a poco se non segue un’attività parallela, trasparente e persistente nel costruire ponti di contatto reali, conversazioni digitali (email, skype ecc.), scambi di conoscenza e conoscenze, sperimentare opportunità di “scambio” e di collaborazione finalizzati a progetti condivisi in grado di generare utili e benefici condivisi.

Il blog da questo punto di vista è un facilitatore perché permette a chi lo frequenta di costruire una sua percezione, farsi un'opinione sull’estensore e curatore del blog.

Quando nasce il contatto, questa conoscenza, diventa un elemento importante dello scambio e del successo della rete sociale o della relazione che questo contatto attiva. Un’analisi a sé meriterebbe facebook perché ha incorporato la logica del social networking in un ambiente che si presta anche alla conversazione (blog?) e alla attività comunitaria e di gruppo finalizzata a progetti e iniziative.

Serve tempo anche perché, per sviluppate una rete sociale, non è sufficiente aumentare il numero di contatti/relazioni, è necessario lavorare sulla propria autorevolezza per divenire oggetto di richieste da parte di altri, bisogna aumentare la propria visibilità con azioni che esulano dall’ambito dello strumento usato, è importante produrre e condividere conoscenza e conoscenze (informazioni) e per farlo bisogna avere in rete un luogo dove lo si possa fare ( io non ho un blog ma uso Complexlab come se lo fosse) e infine bisogna farsi trovare e raggiungere facilmente. Fate la somma e vedrete che il tempo vi è già sfuggito d mano!

 

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