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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

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Un'analisi attenta della Social Network Analysis (Analisi delle reti sociali) utilizzata per analizzare e visualizzare attraverso mappe grafiche e diagrammi le relazioni esistenti tra individui, aziende e istituzioni. Link, case study, corsi, articoli, e molto altro. Attraverso l'applicazione della teoria delle reti all'analisi organizzazioni considerate come organismi dinamici e caratterizzati dalle relazioni che intercorrono tra i membri che li compongono, la social network analysis permette di rispondere a domande molto semplici ma importanti quali:

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Il mercato offre oggi una vasta gamma di soluzioni e prodotti per l’analisi delle reti sociali. L’idea di base di queste soluzioni fa riferimento alle teorie della complessità che hanno focalizzato sempre di più l’attenzione sugli aspetti biologici e sociali delle realtà aziendali, delle attività economiche e in genere delle organizzazioni sociali. Il valore non viene più collocato nelle setrili banche dati dei computer ma nell’intelligenza che caratterizza la vita sociale e relazionale dell’organizzazione.

Una evoluzione del social networking in rete.

Per chi come me ha iniziato a navigare in rete quando non esistevano ancora i browser a facilitare la vita del navigante e a rendere più produttive le serate, è difficile non entusiasmarsi di fronte alle nuove possibilità offerte oggi dalla rete per la costruzione di vere e proprie reti sociali. Si tratta forse di un’altra delle molte mode passeggere della rete ma che vale comunque una osservazione ed una riflessione attenta per le molte funzionalità relazionali introdotte dai nuovi strumenti, per la sua caratteristica di socialità attiva ma anche per le opportunità di guadagno da essa offerte.

Ancora una volta i venture capitalist sono stati essenziali nel far decollare il fenomeno. Il primo progetto su cui sono stati fatti investimenti consistenti è stato Friendster (20 milioni di dollari di finanziamenti) a cui poi sono seguiti Linkedin ( 15 miloni di dollari), Tribe.net (6 milioni di dollari) e molti altri, anche in Europa (Ecademy, OpenBC ecc.).

Le reti sociali che abbiamo visto svilupparsi in rete si sono caratterizzate per i loro diversi orientamenti e i diversi tipi di utenza a cui si sono rivolte. Friendster è stato pensato essenzialmente  per persone alla ricerca di nuove amicizie o persone single alla ricerca di appuntamenti galanti. Linkedin fin dall’inizio ha puntato sulle persone alla ricerca di nuove opportunità di lavoro, sulle aziende in cerca di disintermediazione per arrivare a nuove competenze e professionalità in tempi più rapidi, e sui cacciatori di teste aiutandoli nella loro quotidiana ricerca di professionalità.  Tribe.net è nato invece come un ritrovo tra amici ed offre la possibilità di risolvere piccoli problemi pratici legati al divertimento, alla vendita o all’acquisto di oggetti usati (ebay) ecc..

Il meccanismo di base di tutti questi strumenti rimane lo scambio di conoscenze tra amici o colleghi, e la costruzione di nuove relazioni con persone sconosciute sulla base di  una comunanza di interessi, di conoscenze, di esperienze e, in prospettiva, di benefici personali.

Mentre i progetti sopra citati, soprattutto grazie al passaparola in rete, hanno avuto un successo immediato ed esponenziale, altri progetti come ad esempio Emode, sono affondati in tempi relativamente brevi. Probabilmente la lotta per il dominio del mercato non è ancora terminata, se è vero che aziende come Linkedin sono oggi alla ricerca di nuovi modelli di business in grado di garantire una attività di networking libera e gratuita, unitamente ad una che prevede invece il pagamento di un canone variabile legato a servizi differenziati. Eppure il valore del mercato in gioco è grande ed è stimato oggi in quasi 500 milioni di dollari. Si tratta di un mercato potenzialmente importante perché il social networking in rete è uscito fuori dalla sua caratteristica iniziale, quella di offrire servizi di incontri online, per diventare oggetto di analisi e applicazione da parte di coloro che, nel mondo della ricerca e in azienda, si stanno interessando da tempo alle modalità con cui le persone si relazionano tra loro e comunicano all’interno di organismi aziendali, gruppi sociali e organizzazioni in genere.

Le soluzioni in rete applicate alle reti sociali hanno valenza anche più rilevanti in settori diversi quali la biologia, la fisica, l’epidemiologia e in genere per tutte quelle scienze che studiano oggi i fenomeni umani in coerenza con i nuovi principi definiti dalle scienze della complessità ( per saperne di più International Network for Social Network Analysis ).

Una applicazione interessante di strumenti di analisi delle reti sociali è avvenuta all’interno della disciplina di Knowledge Management che molte aziende stanno sviluppando per poter gestire al meglio l’intangibilità delle proprie risorse e il capitale intellettuale da esse rappresentato. La quantità intricata di relazioni che intercorrono tra le persone coinvolte in una organizzazione  e i flussi di comunicazione che le caratterizzano rappresentano una ricchezza intangibile su cui vale la pena investire. Le reti sociali guardano a questo complesso di entità, le persone nell’organizzazione e le varie unità organizzative, come un ingegnere della rete guarda ad un network di computer. Mentre nella rete i computer sono tra loro collegati da una rete di cavi e interconnessioni logiche, nelle organizzazioni umane, le persone sono tra loro connesse da un insieme di relazioni sociali, che vanno dall’amicizia, al rapporto di lavoro professionale, alla rivalità e al conflitto.

Disporre di meccanismi e strumenti in grado non solo di analizzare i dati relativi a queste relazioni e flussi di comunicazione ma anche di visualizzarne graficamente le risultanze è diventato sempre più uno dei compiti principali per i Knowledge Management Office di molte aziende.

Il mercato offre oggi una vasta gamma di soluzioni e prodotti per l’analisi delle reti sociali. L’idea di base di queste soluzioni fa riferimento alle teorie della complessità che hanno focalizzato sempre di più l’attenzione sugli aspetti biologici e sociali delle realtà aziendali, delle attività economiche e in genere delle organizzazioni sociali. Il valore  non viene più collocato nelle setrili banche dati dei computer ma nell’intelligenza che caratterizza la vita sociale e relazionale dell’organizzazione. Nella realizzazione di una rete di computer in grado di sostenere lo sviluppo del business aziendale, l’attenzione deve oggi essere spostata dalle macchine alle persone e al loro modo fluido, elastico e non prevedibile di relazionarsi e collaborare tra loro.

Uno dei primi strumenti messi a dispozione del mercato e oggi forse lo strumento più conosciuto è InFlow di Valdis Krebs. Si tratta di un  un software per l’analisi delle reti sociali, usato tra gli altri da Ibm, Lucent, Shell, Ernst&Young, PricewaterhouseCoopers e Kpmg.

Un altro prodotto molto interessante è IQUEST di proprietà della iQuest Analytics, Inc.,(iQuest) che sviluppa e commercializza software e servizi per aiutare le aziende a prevenire e predire il futruro. Il prodotto permette di analizzare, misurare, ottimizzare e quindi visualizzare le relazioni nascoste esistenti tra elementi diversi di una rete attraverso il mining di dati non strutturati reperibili sul web, nei log della posta elettronica, negli archivi vocali delle telefonate, nelle intranet ecc. L’applicazione può essere assimilata ad un cruscotto aziendale con numerose funzionalità utili ad estrarre utili informazioni da dati non strutturati in tempo reale. Uno dei fondatori di iQuestAnalytics, Peter Gloor, ha recente pubblicato un voluminoso libro sull’argomento delle reti sociali e gli strumenti utili alla loro analisi. Il libro, intitolato Swarm Creativity – Competitive Advantagethrough Collaborative Innovation Networks, è stato pubblicato dalla Oxford University Press nel dicembre 2005.

Un terzo prodotto che merita di essere menzionato è Netminer . La soluzione ha integrato gli standard disponibili e le più recenti metodologie di SNA con le più moderne tecniche per la rappresentazione grafica dei risultati.

Infine per quanti di voi fossero interessati ad un elenco completo di strumenti software oggi disponibili suggersico di visitare il sito web della ISNA (International Network for Social Network Analysis).

Anche in Italia sono nate negli ultimi anni realtà imprenditoriali che, a partire dal lavoro di ricerca e sviluppo fatto nelle Università, hanno sviluppato strumenti di analisi delle reti sociali oggi disponibili sul mercato. Quanto poi il mercato e le aziende italiane siano oggi pronti a recepire e ad utilizzare strumenti di questo tipo per affrontare le sfide della complessità, è tutto ancora da dimostrare.

Carlo Mazzucchelli
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In una società dominata dalla complessità, l’opportunità è nella rete. Tutta la nostra esistenza biologica, il mondo sociale e l’economia raccontano una affascinante storia di concatenazioni e connessioni la cui struttura organizzativa può essere oggi indagata e decifrata.

( Un articolo pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di Dicembre 2005 )

Orkut, ZeroDegrees, Ecademy, Tribe.net, Ryze, Linkedin sono le molte facce di un fenomeno Internet chiamato social netwoking o reti sociali. Un fenomeno che si sta sviluppando per filoni tematici, professionali e/o strettamente personali e che rappresenta forse la forma più evoluta di comunicazione, collaborazione e gestione delle relazioni in rete. Ma anche un fenomeno che vede lo studio, l’applicazione e la sperimentazione di nuove teorie quali la teoria delle reti, la teoria dei giochi, la teoria del caos e la teoria dei grafi , tutte oggi raggruppate sotto il cappello della teoria della complessità.

Il punto di partenza è la scoperta che realtà tra loro molto diverse quali la natura, la società, l’economia, la comunicazione, Internet, la catena alimentare, la crescita metropolitana, il fenomeno dell’immigrazione, sembrano funzionare allo stesso modo e possono quindi essere indagate ed interpretate per trovare soluzioni a problemi fino ad oggi poco compresi. L’elemento comune viene trovato in una struttura organizzativa reticolare costantemente dinamica, in grado di trasformarsi, crescere, disgregarsi ed evolvere con modalità e potenzialità di applicazione non ancora completamente individuate.

Alla base di questa struttura organizzativa, come dimostrato da numerosi ricercatori ( Eulero, Erdos, Granovetter, Barabasi e molti altri ) che da anni stanno studiando le reti, ci sono delle semplici leggi matematiche che possono essere descritte e quantificate e che permettono di individuare l’esistenza di proprietà tra loro simili in grado di spiegare le relazioni che si determinano  e in che modo la rete si sviluppa e vive.

In questo contesto Internet con la sua ‘rete delle reti’ che abbraccia ormai il mondo intero, è diventato paradigmatico per comprendere meglio e disegnare le mappe reticolari e il tracciato delle interconnessioni che interessano realtà diverse quali il DNA, i sistemi cellulari e quelli neurali, ma anche le interazioni esistenti tra aziende in un distretto industriale, i mercati finanziari e fenomeni quali le epidemie e gli uragani, il terrorismo di Al Qaeda e il movimento new global ( Moltitudine, M.Hardt e T.Negri).


Usiamo Internet per capire la rete

Per trarre vantaggio dalle trasformazioni in atto nella nostra società è sempre più necessario comprendere la logica che sottende le reti e il loro funzionamento. La rete è diventata la metafora centrale per comprendere la nostra società e capire come funziona la nostra economia.

Una rete può essere definita come un insieme di nodi tra loro interconnessi attraverso collegamenti diretti o indiretti che formano una ragnatela complessa di relazioni. Ogni rete è composta da due ingredienti principali: i nodi e le loro connessioni o relazioni. 

Il comportamento e l’importanza dei nodi dipende dalla quantità e qualità dei loro collegamenti. Non tutti i nodi sono uguali e il loro ruolo nella rete dipende dalla loro forza attrattiva all’interno e all’esterno dei rispettivi ambiti di appartenenza. In Internet i nodi aumentano di numero ma si riducono sempre più in dimensioni (nanotecnologia per un mondo interconnesso), le connessioni invece stanno aumentando a dismisura quantitativamente e qualitativamente. Nato originariamente come sistema distribuito in modo casuale per poter sopravvivere ad eventuali attacchi esterni, Internet è diventato nel tempo uno strumento utile alla comprensione di come una rete si organizzi e funzioni.

L’esistenza di una organizzazione della rete era stata teorizzata già nel 1780 dal matematico Eulero, l’inventore della teoria dei grafi da cui è nata l’attuale concezione delle reti. Il matematico Eulero riteneva una rete come composta da nodi e connessioni organizzate in modo assolutamente casuale e riteneva che le reti nascondessero delle loro proprietà in grado di limitare o favorire ciò che è possibile fare.

Internet con la sua rete facilmente tracciabile e trasferibile in mappe comprensibili e visualizzabili attraverso grafi ha permesso agli studiosi della teoria delle reti di fare una prima scoperta interessante: la rete non è distribuita in modo casuale ma è strutturata ed organizzata su alcuni nodi che dispongono di un numero di connessioni elevate mentre la rimanente maggioranza dispone invece di poche o pochissime connessioni. La rete  vive di vita propria ed è composta da una grande quantità di nodi tra loro separati in grado di contribuire al funzionamento dell’intero sistema che nel suo complesso è comunque molto più ricco della somma delle sue parti (principio ologrammatico della teoria della complessità ).

Usiamo la rete per comprendere il mondo sociale.

Il nostro mondo sociale sempre più interconnesso e globalizzato è composto oggi da più di sei miliardi di persone. Applicando a questo mondo il modello di rete distribuito in modo casuale, potremmo descriverlo come composto da tanti nodi quante sono le persone viventi, e dalle connessioni o relazioni che permettono a questi nodi o persone di interagire tra loro in rete, alla pari e senza posizioni di privilegio.

Il primo esperimento applicato alle reti sociali risale alla fine degli anni sessanta, fu realizzato dal sociologo Stanley  Milgram ( il mistero del piccolo mondo) e portò alla scoperta che è sufficiente una catena di sei persone ( sei gradi di separazione ) per mettere in relazione un individuo qualsiasi sul pianeta con qualunque altro. Questo esperimento permise anche di rilevare che mentre alcune persone dispongono di tre gradi di separazione e possono quindi collegarsi con una persona qualsiasi sul pianeta in tre soli passaggi, altre persone per ottenere lo stesso risultato devono passare attraverso collegamenti molto più numerosi ( 100 gradi di separazione ). In questo caso il percorso più lungo è determinato dal fatto che anche le persone coinvolte dispongono di pochi collegamenti o connessioni. Infine l’esperimento segnalò l’esistenza di persone con così pochi collegamenti dall’essere impossibilitati a crearne di nuovi soprattutto se distanti.

Un altro esperimento interessante venne compiuto dal sociologo Mark Granovetter studiando le modalità prevalenti con le quali le persone trovano un nuovo lavoro. Granovetter introdusse il concetto di clustering per descrivere una società come composta da gruppi di persone con legami più o meno forti, stabili e consolidati e mostrò come contatti deboli tra persone ( incontri casuali, amici di amici ecc.), risultavano essere molto più efficaci nella ricerca di un nuovo lavoro, dei  legami forti ( parenti e stretto giro di amici ) e che le connessioni casuali erano quelle determinanti. Nonostante questa scoperta possa risultare contraria alla logica comune perché siamo soliti credere che le persone a noi più vicine sono quelle più utili al raggiungimento del nostro obiettivo, in realtà queste persone, vivendo all’interno del nostro stesso gruppo o cluster dispongono di contatti esterni limitati. Persone che invece partecipano a gruppi o cluster diversi possono fare da ponte e collegarci con persone diverse e lontane in grado di generare per noi opportunità reali.

Alla rete sociale ed ai suoi livelli di distribuzione può infine essere applicata anche la ricerca dell’economista italiano Pareto che agli inizi del 1900 elaborò la regola dell’80/20 dimostrando che in una regione italiana solo poche persone possedevano gran parte della ricchezza  di tutta la regione. Questa regola, la cui validità è stata più volte sperimentata nella realtà, unitamente agli studi di Paul Erdos e Renyi, sono stati ripresi dagli studiosi delle reti ed ha portato alla comprensione dei meccanismi che regolano l’organizzazione delle reti e le relazioni tra i nodi  che la compongono.

Le ricerche attuali fanno riferimento al lavoro di Laszlo Barabasi ( Link, La scienza delle reti ed. Einaudi) e alle sue scoperte che le reti crescono con una distribuzione logaritmica, che i nodi altamente interconnessi crescono con maggiore rapidità di quelli che hanno poche connessioni e che infine le reti attraversano varie fasi di transizione. La distribuzione delle connessioni in una rete è determinata dalle leggi di potenza e da modelli ad invarianza di scala. Il grado di distribuzione regolato da queste leggi indica che non esistono nodi caratteristici ma una gerarchia continua nella quale nessun nodo può rappresentare gli altri. Applicata alla rete di Internet questa regola suggerisce che quasi tutti i ‘nodi’ della rete hanno pochi collegamenti ma sono tenuti insieme da pochi hub altamente connessi. Questa regola vale per comprendere come poche pagine web ricevano il maggior numero dei contatti, come i motori di ricerca lavorino utilizzando un numero limitato di parole chiave e quanto sia importante essere nelle prime posizioni per poter ottimizzare i propri investimenti pubblicitari in rete.

Il concetto di hub è la seconda grande scoperta di Barabasi derivata dall’osservazione che quando nuovi nodi entrano a far parte di una rete, tendono ad aggregarsi con i nodi che dispongono del numero più elevato di collegamenti. Questi nodi sembrano essere più facili da raggiungere perché sono maggiormente interconnessi e conosciuti all’interno della rete. E’ il messaggio del ricco che diventa sempre più ricco ma anche la conferma della regola 80/20 di Pareto.

Infine ogni rete passa attraverso una transizione di fase  (percolazione in fisica) che vede coinvolti tutti gli elementi della rete a fronte di alcuni accadimenti critici. Così come l’acqua si trasforma in ghiaccio e un gruppo di persone in comunità, la rete è in grado di far emergere all’improvviso una struttura gigante sottostante in grado di collegare tutti i nodi tra di loro. Se vengono uniti tra loro gruppi o cluster di nodi con poche connessioni interne, la rete si trasforma radicalmente dando luogo ad un cluster gigante dominato da leggi matematiche.

Usiamo la teoria delle reti per costruire reti sociali.

I concetti della teoria delle reti e la conoscenza delle leggi matematiche che sembrano governare lo sviluppo di ambienti a struttura reticolare hanno caratterizzato negli ultimi anni un nuovo e potenzialmente ricco mercato, quello del social networking online inteso come spazio comunitario in rete nel quale costruire e gestire percorsi relazionali con persone vicine e lontane, conosciute o sconosciute, per motivi personali e/o professionali ed infine per realizzare obiettivi di business. Società come Ryze, Linkedin, Myspace, Tribe ecc. hanno costruito dei progetti di reti sociali online benchè nessun modello di business vincente sia fin qui emerso. Un’altra area di applicazione interessante include l’analisi dei flussi di comunicazione e relazionali per identificare le connessioni e i flussi di comunicazione informali esistenti tra persone, comunità di pratica, e l’emergenza di nuove conoscenze in grado di generare nuove opportunità, maggiore efficienza e produttività.

Sono ormai più di trenta i siti Internet che offrono strumenti di networking sociale e che differiscono semplicemente per numero e tipologia di funzionalità e strumenti utili al raggiungimento di risultati.  Le applicazioni sono simili, utilizzano algoritmi matematici derivati dalla teoria delle reti ( sei gradi di separazione, ruolo degli hub, importanza dei legami deboli ecc.) e si presentano in rete come normali siti web ai quali gli utenti accedono come affiliati di una comunità di persone online, partecipano descrivendo se stessi attraverso un profilo personale e/o professionale e operano all’interno della comunità costruendo collegamenti e contatti con altri membri della comunità.

Considerando l’incremento esponenziale della popolazione di queste comunità e la crescita costante dei progetti in rete, il meccanismo sembra avere trovato non soltanto gli interlocutori giusti ma anche un mercato potenziale ancora tutto da scoprire. Per ora l’utilizzo prevalente è legato alla ricerca di nuove opportunità di lavoro. Sistemi come Linkedin ( www.linkedin.com ) operano come agenti di disintermediazione mettendo in contatto diretto le aziende  e persone alla ricerca di nuove esperienze lavorative. I direttori delle risorse umane hanno la possibilità di visionare in tempi rapidi ( attraverso semplici ricerche sul database in rete ) centinaia di profili, verificare esperienze e referenze personali oppure di utilizzare le loro reti relazionali per accedere a nuovi profili e candidati attraverso una catena di legami e conoscenze fidate.

Ma questi strumenti servono anche ai cacciatori di teste per ottimizzare i loro tempi e costi legati alla ricerca delle candidature appropriate per i loro clienti  e per costruire legami duraturi con persone che in ambiti geografici diversi possono essere determinanti per l’individuazione di questi candidati.

Le reti sociali rese possibili da queste nuove applicazioni web stanno già trovando nuovi ambiti di sviluppo aprendosi alle esigenze di persone che scoprono di poter utilizzare le proprietà delle reti per esplorare nuovi mondi, nuove relazioni e nuove opportunità non solo professionali ma anche personali.

Il passaparola sembra pertanto diventato obsoleto o comunque aver trovato un nuovo veicolo e media più potente in grado di aprire i confini dei piccoli mondi nei quali tutti viviamo e di farci notare là dove nuove situazioni, persone e relazioni possono fare nascere per noi nuove opportunità, professionali e personali.

Carlo Mazzucchelli

Appendici:

Libri e link utili

  • Link - La scienza delle reti, di Albert-Laszlo Barabasi (www.nd.edu/~alb/ ),Edizioni Einaudi
  • Nexus e Ubiquità - Mark Buchanan, Ed. Oscar Mondadori
  • Nuove Regole per un nuovo mondo - Kevin Kelly, Ed Ponte Alle Grazie
  • Prede o ragni - Alberto De Toni e Luca Comollo Ed. Utet
  • La rete della vita – Fritjof Capra

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