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Scritto da Carlo Mazzucchelli   
Giovedì 31 Ottobre 2013 12:47

Il potere della tecnologia genera incertezza: suggerimenti tecno-pragmatici

In ogni situazione di crisi è normale interrogarsi sulle sue cause, sui suoi effetti e sugli sviluppi futuri. La crisi che stiamo vivendo è però diversa. Lo è perchè ne siamo coinvolti in prima persona ( al tempo delle crisi precedenti non c'eravamo ) ma anche perchè è più inquietante e generatrice di incertezza. Le cause sono molteplici ma una in particolare è dirompente. Non per le consegueze negative ma per la sua capacità intrusiva e di ibridazione che ha cambiato paradigmi e sistemi tradizionali introducendo cambiamento e trasformazione.

La percezione generale è che stiamo vivendo tempi di crisi profonda e di grande cambiamento. Dopo anni di prosperità e di sviluppo,  facciamo fatica a comprendere perchè siamo arrivati qui e viviamo nell'assoluta incertezza su ciò che potrebbe succedere.

A generare incertezza sono fattori diversi quali la disoccupazione e la mancanza di lavoro, la bancarotta politica, finanziaria e morale, la ridefinizione geopolitica del potere nel mondo, la debolezza e la volatilità delle valute e soprattutto la carenza di visioni politiche e sociali capaci di far prevedere un'uscita in positivo dalla crisi.

"Il futuro è già arrivato. Solamente non è ancora stato uniformemente distribuito." - "Non ho bisogno di scrivere sul futuro. Per la maggior parte delle persone, il presente è già abbastanza inquietante." - William Gibson

La crisi che stiamo vivendo non è molto diversa dalle altre. La storia non si ripete ma presenta molte similitudini. La politica era carente anche negli anni settanta, la crisi economica era forte anche negli anni 80, la crisi industriale non è una novità di oggi così come non lo è la concorrenza dei paesi emergenti.

La differenza sta nella globalità della crisi e nel fatto che tocca aspetti diversi quali l'ecologia e l'ambiente, la sovrappopolazione del pianeta, l'accresciuta disparità e disuguaglianza tra ricchi e poveri ma anche aspetti psicologici e sociali quali la crisi della famiglia tradizionale e nucleare, la difficoltà delle nuove generazioni a trovare una occupazione ( il 40% dei giovani italiani tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati e sui rimanenti il 40% ha un lavoro precario e sottopagato) e la crisi psicologica dell'individuo alle prese con una ridefinizione del Sè in un mondo diventato reale e virtuale insieme.

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