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Una rete di valore è un insieme complesso di risorse sociali e tecnici. Le reti di valore operano le relazioni tra i nodi che le compongono per creare benefici sociali (  public goods ) e valori economici (  economic value ).

Questo valore assume la forma di conoscenza e di beni immateriali altri e / o di valore finanziario. Reti di valore mostra interdipendenza.  Essi rappresentano il valore complessivo dei prodotti e dei servizi. Companies have both internal and external value networks. Aziende dispongono di reti di valore sia interne che esterne.

Fonte: Wikipedia

 

Verna Allee e Valenetworks

 

" Una rete di valore è una rete di relazioni che genera valore economico e altri benefici attraverso complessi scambi dinamici tra due o più individui, gruppi o organizzazioni. Qualsiasi organizzazione o gruppo di organizzazioni impegnati in scambi materiali e immateriali che possono essere visti come una rete di valore, siano essi industria privata, pubblica amministarzione o realtà del settore pubblico. In economia alla domanda di come venga creato il valore la risposta è attraverso la catena del valore. Il modello di catena del valore, tuttavia, è un modello lineare meccanicistico che si basa sulla linea di produzione tipica dell'era industriale. Tale modello meccanicistico è ogggi semplicemente insufficiente per rendere possibile la comprensione della complessità del valore nell'economia della conoscenza.">

Fonte: Verna Allee

 

 


 

"Il concetto di rete del valore [PRL 1996 a] è uno strumento utile per analizzare in chiave strategica l'ambiente competitivo di un'azienda.

Nel momento in cui risulta difficile delineare la struttura di un settore economico, perché al concetto d'impresa monolitica è subentrata sempre più prepotentemente l'idea di impresa a rete o impresa "virtuale", in cui i confini tra le varie attività sono sfumati, diventa allora importante poter ragionare non più in maniera verticale (tramite le funzioni aziendali), bensì in maniera orizzontale (attraverso i processi e le loro interrelazioni). La rete del valore sopravanza il concetto di catena del valore proposta da Porter [PRT 1985] (vedi figura 2.1.1a), poiché abbandona l'ottica funzionalista (suddivisione delle aziende in funzioni: funzione marketing, funzione produzione, funzione logistica…), reintegrando fenomeni evolutivi che si sono avuti in questi ultimi anni (come ad esempio il ricorso all'esternalizzazione di molti processi)......leggi tutto ." 

Fonte: ENEA 

Rete di valore interna ed esterna all'azienda.

Reti di valore esterne: comprendono i clienti, gli intermediari, gli  stakeholders , i fornitori e altre reti aperte di innovatori e collaboratori.

Le reti di valore interbe sono focalizzate solitamente sulle attività principali delle aziende, i processi aziendali e le relazioni che superano le barriere aziendali interne di tipo organizativo, procedurale ecc. legate all'innovazione, al customer service, allo sviluppo di nuovi prodotti ecc. 

In ewww.retidivalore.it - Amministrazionentrambe le tipologie di reti, il valore viene creato dallo scambioe dalle relazioni tra ruoli aziendali. Le reti di valore operano sia in realtà pubbliche che private, nella società civile così come nelle aziende, nelle istituzioni come in ogni altra forma di organizzazione. Queste reti favoriscono innovazione, la produzione di ricchezza sociale, anbientale, ecc.

Reti di valore secondo Kotler

"L'impresa si trova al centro di una rete di valore, ossia un sistema di partnership e di alleanze commerciali create dall'impresa stessa per ottenere, accrescere e distribuire le proprie offerte. Una rete di valore include i fornitori dell'impresa e i fornitori dei suoi fornitori e i clienti di questi ultimi, ossia i clienti finali. Include anche rapporti di valore con altri operatori, quali ricercatori universitari e le agenzie governative. L'impresa deve coordinare tutte la parti coinvolte perchè le consentono di offrire un valore superiore al mercato target....."


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L'impresa nel mercato virtuale

"La rete del valore con il cliente posto al centro del sistema informativo che connette le diverse funzioni, sostituisce la catena del valore ed annulla le differenze tra attività primarie e di supporto, laddove anche queste ultime consentono di massimizzare la soddisfazione del cliente, coinvolgendolo nel sistema di relazioni, al fine di assicurarsi l’aiuto del migliore esperto del fabbisogno personale, ovvero il cliente stesso. La rete del valore distribuita tra numerose imprese apre un importante campo di ricerca, in cui l’oggetto d’indagine rilevante diviene l’analisi delle modalità di distribuzione del valore generato per il cliente, tra i diversi operatori del b-web. "

Fonte: Savino Santovito

Commenti
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Alessandro Cerboni  - dall'algoritmo all'euristica     |79.8.123.xxx |2009-11-19 11:45:44
La comprensione gestionale di una rete di valore in chiave Scienza della
Complessità non può essere attuata con i sistemi di pianificazione strategica
ancora proposti dalla dottrina e dalle belle società di consulenza infarcite di
best practice e casi di successo. Ancora oggi si tengono seminari e incontri in
cui si propinano queste false verità. Quando si capirà che si deve evolvere
dalla presunzione della prevedibilità del futuro e quindi dalla possibilità di
scrivere un percorso o un algoritmo che ci porta al risultato atteso a
prescindere da tutto? Io nel mio lavoro di consulente applico da anni un
approccio euristico, rivedo i regolamenti e introduco euristiche che mi dicono
all'incirca qual'è il comportamento o l'indirizzo da persegure nelle scelte.
(http://inobrec.wordpress.com/2009/11/06/hello-wor ld/)
Carlo Mazzucchelli  - Pratiche Consulenziali     |93.34.35.xxx |2009-11-20 20:56:04
Ciao Alessandro

pianificare, analizzare sono termini un pò obsoleti che non
tengono conto della elaborazione teorica multidisciplinare che ha contaminato la
scienza del managemnt delle organizzazioni.

Condivido l'approccio euristico e
olistico e cancellerei anche la parola 'consulente' per sostituirla con la
parola 'co-protagonista'. Il futuro non è mai prevedibile ma contribuire al
suo
realizzarsi fa parte dell'esercizio quotidiano nel quale si devono
esercitare manager d'azienda e 'consulenti'.

Il problema è la
l'insufficienza culturale di molta parte della classe dirigente e anche
consulenziale.

Carlo
Anonimo   |87.8.198.xxx |2009-11-21 22:39:35
Ciao Carlo!

Vero! molti termini che usiamo nel lavoro sono obsoleti.

Nel mondo
dell'economia e del management il cambiamento introdotto dalla Scienza della
Complessità è ancora attenuato dalle molte resistenze, le idee riduzioniste e
l'approccio meccanicistico lineare sono profondamente radicate nella cultura
aziendale e nella vita di tutti i giorni.

Parlare di "Pianificazione"
in ottica della scienza della complessità è una contraddizione, così come non
posso prevedere il futuro, non posso pianificare. A volte sono costretto a usare
termini "obsoleti" per poter operare usando il loro significato in senso
lato, riservandomi in corso d'opera di introdurre e chiarire il
significato.

Alessandro
Carlo  - re:     |93.34.38.xxx |2009-11-23 21:10:06
Anonimo ha scritto:
Ciao Carlo

Nel mondo dell'economia e del management il cambiamento
introdotto dalla Scienza della Complessità è ancora attenuato dalle
molte resistenze, le idee riduzioniste e l'approccio meccanicistico
lineare sono profondamente radicate nella cultura aziendale e nella vita di
tutti i giorni


Alessandro
secondo me l'approccio riduzionista non è da scartare a
priori, è servito in passato a fornire descrizioni importanti di
fenomeni naturali e a permettere l'affermarsi di leggi fondametali
come quelle di Newton. Ma anche queste leggi che cercano di descrivere la
complessità come semplice complicazione mostrano la corda se non si
tiene conto di aspetto strutturali quali ad esempio il rapporto che esiste
tra l'osservatore (lo scienziato) e il mondo osservato. La
scienza oggi ci permette di comprendere meglio la complessità che ci
circonda e ci aiuta a riflettere anche sull'importanza delle
strategie cognitive che guidano gli scienziati quando affrontano un
problema o un esperimento.

Carlo

PS: Perchè non contribuisci al
portale?
Anonimo  - re: re:   |93.34.38.xxx |2009-11-23 22:39:09
....segue.....

la complessità che ci circonda e ci aiuta a riflettere anche
sull'importanza delle strategie cognitive che guidano gli scienziati quando
affrontano un problema o un esperimento.

Carlo

PS: Perchè non contribuisci al
portale?
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