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Religione e scienza: forse non è così che stanno le cose

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Vorrei solo fornire materia prima per il dibattito. Non una opinione a favore o contro la presenza del Papa alla Sapienza. La “materia prima” riguarda i due temi chiave che questo “incidente” ha portato alla luce: la religione e la scienza.

Vorrei dire che la teologia cattolica e la scienza oggi sono molto diverse da come sono rappresentate, in modo troppo semplicistico in questo dibattito.

La teologia cattolica (preferisco parlare di quella perché è questa ad essere in gioco, non genericamente, la religione) non pretende di essere la detentrice, nella storia,  della Verità assoluta. Anzi dice quasi esattamente il contrario. Dice che la Chiesa è un popolo in cammino verso la verità che deve scoprire ogni giorno faticando nella storia insieme a tutti gli altri uomini. Di più sostiene che questo camminare è guidato dallo Spirito che soffia dove pare a Lui senza rendere conto a nessuno. Anzi chiedendo, ai fedeli soprattutto, di essere attenti a dove Lui ha deciso di suggerire sempre ulteriori frammenti di verità. E non è detto che decida di rivelarli all’interno della Chiesa. La verità sarà completamente chiara solo alla fine della Storia, ma non sarà come si immagina una ideologia, ma una Persona: il Cristo.

Allora la teologia cattolica suggerisce che nessuno ha, nella storia, il monopolio della verità completa. Tanto meno la Chiesa! E i dogmi? Innanzitutto i dogmi sono pochi e, poi, sono cristallizzazioni delle scoperte che la Chiesa fa nel suo cammino nella storia. La Chiesa pretende solo di proclamare quei frammenti di verità che ha racchiuso nei dogmi. Il resto è opinione, compresa quella del Papa, anche se si esprime attraverso lo strumento dell’enciclica.

E veniamo alla scienza. Nell’ottocento la scienza e la tecnica erano di tipo riduzionista. Erano la scoperta laica della verità. E i loro risultati erano la verità che sostituiva la verità religiosa. Il modello è quello della meccanica classica. Oggi non è più così!

Non vorrei tediare i lettori, ma d’altra parte, come si fa a dire che la scienza e la religione sono contrapposte se non si conosce cosa sia la scienza oggi?

La scienza oggi ha perso la sua identità di scienza. Oggi è un costrutto sociale, invece che essere Verità. Le leggi della scienza sono contingenti nello spazio e nel tempo. La scienza che conosciamo è una delle scienze possibili in uno degli universi possibili.

Accidenti, come è difficile sintetizzare in poche righe. Forse ci riesco con tre esempi: i teoremi di Godel con tutto quello che ne è seguito, la meccanica quantistica fino alla teoria del Campo di Higgs e la teoria dell’evoluzione che viene definita Evo-devo. Posso aggiungere a questi tre esempi, come corollari, la metafora dei sistemi autopoietici, la teoria del Caos e dei frattali.

Anche la tecnologia non è più la Tecnica della macchina, ma quella delle nanotecnologie e della intelligenza artificiale che sono molto coerenti con la nuova scienza che ripudia il riduzionismo.

Io davvero non riesco ad essere più dettagliato. Non mi resta che suggerire la lettura di qualche testo di teologia contemporanea o anche di due costituzioni del Concilio Vaticano II: la Costituzione dogmatica Lumen Gentium e la Costituizone pastorale Gaudium ed Spes .

E di suggerire la lettura di qualche testo di presentazione dei risultati più recenti di fisica, matematica e biologia. Se uno fosse masochista potrebbe esplorare anche il mondo delle filosofie post-moderne.

 Se provate ad addentrarvi in queste letture sarete sorpresi dal trovare che, in fondo in fondo, è molto più quello che unisce che quello che separa la scienza e la teologia attuali. Ed anche il pensiero post moderno.

Galileo e Bellarmino non lo potevano sapere e, quindi, sono stati costretti a contrapporsi. Noi possiamo piantarla con le liti ideologiche: basta leggere. Se non vogliamo farlo. Almeno non alimentiamo contese che andavano bene secoli fa, ma che oggi hanno perso ogni ragione di essere.

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