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Il principio di realtà nel diritto PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Sabetta   
Domenica 10 Agosto 2008 20:59
Nessun fenomeno è un fenomeno finchè non è un fenomeno osservato ( Bohr).

 

Ogni persona esiste perchè riconosciuta come tale, con i suoi diritti e la sua soggettività, dal gruppo in caso contrario non esiste se non come bene materiale, in balia della soggettività altrui, è l'informazione che di lei ha il gruppo a costituirla come soggetto di diritti quindi il sistema in cui agiamo non è che un insieme di informazioni si che realtà e informazioni sono concetti direttamente correlati, ne deriva che il nostro mondo è una rappresentazione delle nostre informazioni e la causalità non è altro che una limitazione delle informazioni disponibili.

Se il mondo non è altro che una rappresentazione derivante dalle informazioni disponibili, ne consegue che la norma acquista senso dall'interagire delle visioni, in altre parole dallo scambio delle informazioni disponibili da ciscuno.

Noi ci costruiamo delle immagini degli eventi e dei luoghi, ma possiamo attribuire a un sistema delle priorità solo sottoponendolo a stress misurabili, otterremo quindi informazioni che costituiranno la nostra realtà, questa viene pertanto dopo l'informazione e ne costituisce la razionalizzazione secondo nostri canoni e parametri culturali e fisici.

Le nostre domande al sistema dovranno essere singole e successive per evitare il sovrapporsi delle risposte e la caoticità informativa che ne deriva, questa per diventare semplice complessità dovrà essere ricevuta e sistematizzata in input successivi, ne deriva che la scelta degli strumenti di osservazione, nel rilevare l'evento, determina il tipo di informazione e la qualità dell'esistenza della realtà.

Bohr afferma che il contrario di una verità qualsiasi è falso, ma il contrario di una verità profonda è un'altra verità profonda, vi è pertanto la necessità di estendere il più possibile la validità di concetti nuovi, uno di questi è il concetto di indeterminatezza nell'ambito giuridico.

Il sistema come qualsiasi sistema piuttosto esteso offre complessità, ma cosa è la complessità se non un rapporto tra la quantità di informazioni relativa al sistema e la grandezza del sistema stesso, ecco ricompresa la probabilità dell'errore quale rischio crescente nell'elaborazione progressiva dell'informazione. Quindi la descrizione che noi facciamo per ogni singolo evento giuridico è incompleta per la quantità/complessità di informazioni richieste, la nostra interpretazione dottrinale non è altro che la scomposizione delle informazioni portate dall'evento.

Nella ricerca di costanti giuridiche dobbiamo determinare il metodo, ossia analizzare la metodologia da noi data culturalmente per acquisita, partendo dal principio che qulsiasi accrescimento della quantità comporta un accrescersi della complessità informativa da elaborare che si trasforma di fatto in termini di probabilità.

Accadrà un evento ? E come ?

Noi non possiamo mai dire che un evento se accadrà avverrà in un determinato modo, ma piuttosto che probabilmente accadrà in quel determinato modo, in altre parole i termini tra i fatti avvengono come probabilità.

L'interpretazione probabilistica è l'unica in grado di descrivere l'evento futuro, di costruire nel nostro immaginario l'avvenimento, l'assolutizzazione dello stesso, si o no, ha puramente un fattore di riduzione dell'ansia che l'incertezza della probabilità crea.

La misurazione risultato dell'osservazione è anche frutto di un'impressione sensoriale di cui vi deve essere consapevolezza, al fine di meglio valutare le informazioni derivanti dal proprio sentire.

Quale è il rapporto tra norma e sistema? Si può dire che maggiore è l'isolamento della norma più forte è l'interferenza sul sistema, al contrario più è nel sistema più è decoerente, ossia a seguito delle informazioni derivanti dall'ambiente vi è una perdita di interferenza in quanto la norma oltre a comunicare le proprie informazioni riceve e incorpora nella sua interpretazione le informazioni del sistema stesso.

Ogni interpretazione normativa possiede due livelli, uno diretto relativo alle conseguenze dei fatti in rapporto alla norma, l'altro di sistema in termini di onde di probabilità, pertanto il crescere del sistema, aumentando la probabile caoticità, comporta la necessità di una parallela crescita del sistema di controllo con conseguente immissione di risorse.

La determinazione del valore finanziario delle singole azioni umane permette la misurazione delle stesse e la creazione di rapporti tra esse, di cui il diritto è uno dei sistemi di calcolo e quindi di valutazione in termini di unità fisiche indipendenti da chi le osserva, si torna quindi al concetto di probabilità non solo dell'accadimento ma anche della sua lettura.

Tuttavia l'uomo come essere ha bisogno per esistere quale soggetto individuale di certezze, punti fissi questo ancor più in ambienti dinamici e complessi, consegue l'aspirazione a certezze dogmatiche, a sicurezze degli accadimenti che siano base per opinioni certe nel proprio agire, si crea pertanto un dogmatismo della certezza contrapposto alla probabilità, quale complessa valutazione delle informazioni disponibili.

Bibliografia

  • N. Abbagnano, dizionario di filosofia, voci : senso e probabilità, UTET 1971;
  • R. Laughlin, Un universo diverso, Codice Ed. 2005;
  • A. Zeilinger, Il velo di Einstein, Einaudi 2006.

 

 

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