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Arianna, Virgilio e la rete.... ovvero amore, conoscenza e complessità PDF Stampa E-mail
Scritto da Mara Di Bartolomeo   
Lunedì 28 Settembre 2009 20:12
La rete è la struttura fondante la complessità.

Per non perdercisi dentro occorre sapersi orientare.

Il problema è come fare.

Ogni anno inizio le lezioni di Commercio Elettronico tentando di far percepire ai ragazzi il lato non tecnico della rete e la relativa necessità di trovare punti fermi da cui osservarla.

Di solito la cosa che li meraviglia di più è l'inusuale accostamento tra l'aspetto tecnico e quello mitologico che si riscontra nei motori di ricerca che si chiamano Virgilio ed Arianna.

Ciò che stupisce me è che in tanti anni di lezioni non sono riuscita a trovare uno studente che avesse riflettuto per un attimo su questi due nomi e sul loro significato.

Virgilio è colui che guida Dante nel suo viaggio all'interno dell'inferno e del purgatorio: un percorso di conoscenza e di salvezza.

Arianna è colei che per amore aiuta Teseo ad uscire dal labirinto fornendogli un filo da seguire: l'amore per qualcosa permette di orientarsi all'interno di contesti sconosciuti, così come le stelle indicavano ai marinai la giusta via per tornare a casa. 

In entrambi i casi la salvezza è abbinata all'amore e alla conoscenza.

Amore e conoscenza: un binomio perfetto tanto più necessario per la sopravvivenza in un mondo che a volte appare come un inferno dantesco e risulta complicato come il labirinto del minotauro.

Oltretutto non si può tornare indietro.

Possiamo andare solo avanti.

Dante e Teseo lo sapevano bene e tutti e due uscirono indenni dalla loro avventura perchè guidati da principi di conoscenza e di amore, dove quest'ultimo non ha la sola valenza di approccio affettivo ma si traduce in passione per uno degli infiniti aspetti della vita che a sua volta genera naturale conoscenza della stessa. 

L'amore per uno dei volti della conoscenza crea nuova conoscenza.

Senza Arianna si viene mangiati da una bestia, il minotauro, un mostro che in modo nascosto vive dentro ognuno di noi, rendendoci simili a bestie.

Nel regno della libertà, senza un amore, senza un valore che guidi la nostra ricerca, siamo disorientati, soli, persi come quando guardiamo lo schermo di un pc che ci mostra una porta sul mondo davanti alla quale non sappiamo che strada prendere, perchè non abbiamo una via da seguire o per lo meno questo è ciò che crediamo, osservando gli elementi a nostra disposizione.

Apparenza e realtà.

Forse ciò che sembra non è ciò che è.

Non restare affacciati ad un portale ma produrre conoscenza insieme con altri.

Non rimanere fermi sull'uscio ad ascoltare le chiacchiere delle comari che spopolano sul web ma diventare protagonisti in prima persona seguendo la naturale inclinazione presente in ciascuno di noi, che ci porterà sani e salvi fuori dal labirinto del minotauro e ci permetterà di realizzare la nostra vita.

Questo vorrei dire ai nostri ragazzi.

E' necessario, da parte nostra, riuscere a trasmettere questa passione affinchè ciascuno, attraverso le potenzialità offerte dall'ambiente creato dalla complessità della rete, possa esprimere il proprio essere a vantaggio di tutta la comunità.

I recenti fatti che hanno coinvolto i nostri giovani in atti di bullismo e molto peggio ancora dimostrano questa cosa: non basta essere nati in un contesto di civiltà per essere civili.

Occorre insegnare la complessità e come orientarsi all'interno della stessa, per evitare di perdersi, in tutti i sensi.

Tra i doveri che ha la nostra generazione inseriamoci anche questo.

Servirà a costruire il futuro che ci attende dietro l'angolo.

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