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Persone e società PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 18 Settembre 2009 12:13

Pillole di saggezza per persone che hanno voglia di togliersi le mani dagli occhi, i tappi dalle orecchie e che vogliono vivere finalmente il lusso di vivere la loro storia in modo coerente e fino in fondo.

Pillole di saggezza per persone che hanno voglia di togliersi le mani dagli occhi, i tappi dalle orecchie e che vogliono vivere finalmente il lusso di vivere la loro storia in modo coerente e fino in fondo.

  • Psicologia e Potere " Arriva un momento speciale nella vita di ogni uomo, il momento per cui quell'uomo è nato. Quella speciale occasione, se riesce a coglierla, gli permetterà di adempiere alla sua missione, una missione per cui è destinato in modo esclusivo. In quel momento scoprirà la sua grandezza" ( Winston Churchill )
  • Società postmoderna "La società postmoderna è la società in cui regna l'indifferenza di massa, in cui domina la sensazione di ripetizione continua e di ristagno, in cui l'autonomia privata è un concetto ovvio, in cui vecchio e nuovo sono ugualmente accolti, in cui l'innovazione è banalizzata, in cui il futuro non è più assimilato a un progresso ineluttabile." (L'era del vuoto - Gilles Lipovetsky )
  • Il senso di urgenza "Gli affari incessanti, con un'urgenza che ne segue subito un'altra, diventano la garanzia di una pienezza di vita o di una carriera di successo, l'unica prova autentica di autoaffermazione, in un mondo da cui è assente ogn riferimento all'al di là, e l'unica certezza è la dimensione finita dell'esistenza [...] Nel mentre agiscono, le persone pensano solamente al breve termine: le cose che andranno fatte subito, o nel futuro immediato  [...] fin troppo sovente, l'azione non è altro che una fuga dal proprio Sè, un rimedio per l'angoscia che ci prende. (Nicole Aubert)
  • La grande asimmetria "In media le persone costruiscono un pò di più di quanto distruggono, e creano un pò di più di quanto usano" ( Julian Simon)
  • Identità " Sarete ormai stufi del lavoro che fate, sposi, amanti, di quello che vedete dalla finestra, della mobilia o della tapezzeria della vostra stanza, dei vostri pensieri, di voi stessi. Cercherete quindi di escogitare delle vie di fuga. A parte le piccole autogratificazioni che ho già menzionato, potreste decidere di cambiare lavoro, abitazione, azienda, paese, clima, potreste optare per la promiscuità sessuale, per l'alcol, per i viaggi, per le lezioni di cucina, per la droga, per la psicanalisi...... Poniamo che scegliate tutto questo insieme, e che le cose, per un pò, vadano meglio. Fino al giorno, naturalmente, in cui vi svegliate nel vostro letto, in una nuova famiglia e in una nuova casa, in uno stato diverso e con un clima diverso, con un sacco di biglietti di viaggio e un ottimo strizzacervelli, ma con quello stesso senso di stantio, a guardare fuori dalla finestra....." (Joseph Brodsky)
  • Nuove strutture mentali "Einstein aveva ragione: i problemi creati dal modo di pensare prevalente non possono essere risolti dallo stesso modo di pensare. Si tratta di un'intuizione cruciale. Se non rinnoveremo la nostra cultura e la nostra coscienza, non saremo in grado di trasformare la civiltà dominante odierna e di superare i problemi generati dal suo pensiero manipolativo e dalla vista corta del suo meccanicismo" (Ervin Laszlo - Il punto del caos)
  • Specializzazione e totalità "L'uomo di una sola occupazione somiglia molto all'uomo di un solo libro: non saprebbe parlarvi di altro (...) Ma ecco l'inconveniente più grave. La specializzazione, che rende noioso il sapiente, rende sterile la scienza (...) Ciascuno di noi dovrebbe cominciare, come ha fatto l'umanità, con la nobile e ingenua ambizione di conoscere tutto. Non ci si dovrebbe calare in una scienza speciale, se non dopo aver considerato dall'alto, nei loro contorni generali, tutte le altre. È che la verità è una: le scienze particolari ne esaminano i frammenti, ma conoscerete la natura di ciascuno di essi solo se vi rendete conto del posto che esso occupa nell'insieme." (Henri Bergson, La specializzazione)
  • Modus Vivendi "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso e richiede attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio" (Parole fatte pronunciare da Italo Calvino a Marco Polo nel libro Città Invisibili)
  • Razionalità emotiva "Ci sono momenti in cui le emozioni sono così insistenti, e il procedere razionale della mente così flemmatico, che è impossibile capire dove il reale si interrompa per lasciare posto alle proiezioni della fantasia" (Merwin Peake, Gormenghast)
  • L'illusione interiore " Tutti gli smarrimenti etici provengono certamente da una insufficienza del senso critico e da una difficoltà ad acquisire una conoscenza pertinente; questa insufficienza e questa difficoltà a combattere l'illusione sono inseparabili da una propensione interiore all'illusione, che è favorita dai nostri processi psichici di auto-accecamento o menzogna a se stessi" ( Edgar Morin, Etica)
  • Individuo e società di massa "Il tema della riduzione dell'individuo a massa, è l'aspetto drammatico della società di massa e dei mass media che ne diffondono l'immagine sovrapponendola all'immagine individuale. Un aspetto al quale è difficilissimo sottrarsi perchè ci invade e ci pervade quasi in ogni istante della nostra esistenza. La modernità porta con sè questo virus micidiale: la riduzione dell'individuo a massa, materiale malleabile e plasmabile, materia per mani forti e dure. La massa riporta gli adulti all'infanzia e alla sua plasmabilità. Alla sua manipolazione. Questo è il delitto della modernità, il virus dal quale bisogna guardarsi e contro il quale bisogna mobilitare tutti gli anticorpi di cui disponiamo" (Eugenio Scalfari, da un articolo su La Repubblica di mercoledi 12 settembre 2007)
  • Individuo e responsabilità personale "Ci sono definizione diverse per il processo con il uqale u individuo si confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sè. Io ho l'impressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri" (David Grossman, discorso pronunciato a Berlino all'apertura del festival della letteratura 2007)
  • L'ideologia senza ideali "La totalità sociale non può venire ridotta a un aggregato di individui ciascuno dei quali persegua le sue finalità private e sia guidato dai suoi desideri e dalle sue regole private......L'alternativa al riconoscimento sociale è la negazione di dignità, cioè l'umiliazione, e questo sentimento nutre risentimento. E' corretto affermare che in una società di individui come la nostra questa sia la più velenosa ed implacabile forma di risentimento che i singoli possono provare, nonchè la più prolifica e comune causa di conflitto, di ribellione e di sete di vendetta. Negazione del riconoscimento, rifiuto di prestare rispetto e minaccia di esclusione hanno rimpiazzato sfruttamento e discriminazione, divenendo le formule più comunemente usate per spiegare e giustificare lo scontento che gli individui provano nei confronti della società o di quei settori e aspetti della società cui essi sono direttamente esposti e di cui fanno esperienza di prima mano" (Zygmunt Bauman, intervento tenuto al festival di filosofia di Modena )"
  • Il tramonto dei valori e la forza della non violenza "Le nostre vite si spogliano di significato quando perdiamo i valori di etica e giustizia. Abbiamo tutti un medesimo diritto a perseguire la ricerca della felicità; nessuno vuole dolore e sofferenze. Eppure, giustizia ed eguaglianza sono principi strettamente umani. Non dovremmo sacrificare questi valori andando all'inseguimento del potere e della ricchezza materiale. Al contrario, dovremmo adoperarli per servire gli interessi altrui. Perchè ciò accada, tuttavia, abbiamo bisogno che le nostre radici siano solidamente ancorate all'etica. Se non siamo guidati da un senso di etica e moralità, le nostre azioni tenderanno a perseguire il nostro solo tornaconto personale, a discapito di quello altrui. Un simile atteggiamento è l'ostacolo maggiore che si frappone alla causa della giustizia e dell'uguaglianza." (Dalai Lama)
  • L'età della scelta Scegliere è diventata la questione più importante del nostro tempo. De-cidere significa uccidere, nel predere una decisione noi escludiamo alcuni candidati, l'etimologia della parola è tagliar via, semanticamente ciò corrisponde all'azione conclusiva, si taglia il processo decisionale ma anche le alternative non scelte. La scelta si trasforma spesso in un disagio: "Quando percepisco le mie possibilità, avverto quel panico che è il 'capogiro della libertà' e la mia scelta si compie con timore e tremore" (oren Kirkegaard) ( Dal libro L'età della scelta di Edward C. Rosenthal)

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 08 Novembre 2009 17:27