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2] Lo sviluppo “strategico”

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2] Lo sviluppo “strategico”

Secondo pomeriggio (giovedì 23 novembre)

Lo sviluppo “strategico”

La metafora della complessità ci permette di gettare nuova luce sui processi di sviluppo strategico.

La natura dei processi di sviluppo strategico

Un processo di sviluppo strategico è un processo imprenditoriale che crea “mondi”, sia ambienti che organizzazioni, che prima non esistevano. O trasforma profondamente quelli e quelle che esistono.

Concettualmente, è un processo di creazione sociale di conoscenza. I processi imprenditoriali sono sempre stati processi di creazione sociale. Lo è stato il miracolo economico italiano dopo la seconda guerra mondiale. E lo è stato anche il Rinascimento.

Questo significa che un processo di sviluppo strategico non può essere un processo di ricerca della competitività. La ricerca della competitività è un processo di progressiva chiusura, invece che di creazione.  La ricerca della competitività attiva quello che abbiamo definito “Effetto stadio”. In breve,

ricercare competitività é come essere allo stadio e guardare una partita. Gli spettatori sono seduti ed hanno una decente visione del campo. Ad un certo istante qualcuno inventa una mossa competitiva brillante: si alza in piedi. A seguito della sua mossa competitiva vede meglio, ma per tre secondi. Dopo quei tre secondi si alzano tutti e tutti vedono esattamente come prima. Tranne che sono più scomodi.

Conseguentemente, un processo di sviluppo strategico non può essere un processo di pianificazione razionale che inizia con l’analisi dell’ambiente in generale e del mercato in particolare, l’individuazione delle minacce e delle opportunità e le progettazione della miglior struttura strategica ed organizzativa per sfruttare le opportunità e sfuggire le minacce.

La natura del processo di sviluppo strategico non può neppure essere ridotta allecollezioni di metafore” proposte dagli studiosi che oggi vanno per la maggiore: da Henry Mintzberg a Steve Cummings. Essi, attraverso queste metafore, hanno descritto solo alcune caratteristiche particolari del processo di sviluppo strategico.

La gestione dei processi di sviluppo strategico

Fino ad oggi i reali di processi di sviluppo strategico sono stati attivati, intuitivamente, empiricamente, dagli imprenditori economici e sociali che hanno generato imprese ed economie, attori politici ed istituzioni. Questo significa che tutto l’insieme di servizi (servizi di strategia) che si candidano a supportare gli imprenditori ad attivare e gestire processi di sviluppo strategico hanno fallito la loro missione. E la ragione è evidente: i servizi di strategia si fondano sull’ipotesi che i processi di sviluppo strategico siano processi di pianificazione razionale. E si propongono come strumenti per aumentare l’efficacia e l’efficienza di questi processi. Ma con questa presunzione, in pratica, tendono a sostituire l’imprenditore che non possiede tutto l’armamentario metodologico per attivare una efficace ed efficiente pianificazione razionale.

Fino ad oggi, è, però, anche accaduto che questi processi imprenditoriali (cioè i processi di creazione sociale), dopo essersi attivati empiricamente e spontaneamente alti e forti, siano andati inesorabilmente spegnendosi. Il nostro tempo è un tempo in cui tutto il mondo occidentale sembra spegnersi.

Ora, la metafora della complessità permette di concludere, da un lato, che questo spegnersi non è frutto di volontà perverse, ma è causata dal fenomeno della deriva autoreferenziale.

E, dall’altro, suggerisce anche metodologie che rendono gli imprenditori capaci non solo di superare ogni deriva autoreferenziale, ma anche capaci di attivare processi imprenditoriali sempre più intensi.

Si tratta, quindi, di metodologie che non sono affatto accessorie o, addirittura, controproducenti, ma che sono “esistenzialmente” indispensabili. Concretamente, esse permettono di affrontare in modo radicalmente nuovo le sfide di sviluppo più rilevanti:

•          gestire i processi di sviluppo strategico di imprese ed istituzioni

•          valutare la capacità di produrre valore delle imprese (manifatturiere e non)

•          valutare le promesse di futuro (i business plan) delle start up

•          valutare le promesse di futuro (i piano industriali) delle imprese già avviate

•          stimolare la progettualità imprenditoriale

•          creare nuove strutture di servizio capaci di rinnovare la struttura e la mission delle economie locali.

Utilizzando queste nuove metodologie si trasforma la professione del fare strategia come la professione chiave per costruire sviluppo.

I nostri prossimi incontri.

Lo sviluppo “politico-sociale” (giovedì 30 novembre)
Lo sviluppo organizzativo  (giovedì 14 dicembre)
Lo sviluppo del mercato (giovedì 11 gennaio)
Lo sviluppo personale    (giovedì 18 gennaio)

Per ricevere maggiori informazioni sull’iniziativa

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