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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

Social club crescono....in azienda!

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Le reti sociali non sono più un semplice fenomeno della rete ma un valido strumento aziendale. Non è più una novità anche se spesso si finisce con il limitare l'uso di questi strumenti a semplici rapporti e collegamenti con segmenti e comunità più o meno omnogenee di consumatori. Il mondo dell'impresa e B2B, dopo le prime e prolungate sperimentazioni, sta diventando la platea ideale per trasformare in profitto e vantaggi concreti i princiipi e le leggi che governano e fanno vivere le relazioni in rete. Ciò che rende profittevole il ricorso a strumenti di social networking in azienda per far emergere le molte reti sociali, formali e/o informali, che fanno funzionare un'organizzazione, sono pochi fattori chiave quali la qualità delle discussioni e la rilevanza degli argomenti espressi dalle persone che partecipanbo alle conversazioni nella rete, la qualità e il tipo di argomenti discussi in rete, le conoscenze e le esperienze condivise dalle persone che partecipano alla rete e la loro autorevolezza  e capacità di leadership e anche la natura dei problemi e delle situazioni intorno alle quali si struttura e si organizza la comunità della rete.

L'uso di strumenti di social networking in azienda sta interessando anche aziende che fino ad oggi avevano snobbato il fenomeno. Apple è una di queste anche se con il rilascio di PING e il suo successo numerico ( un milione di iscritti in poco più didue giorni ) ha confermato la sensazione condivisa di quanto possano essere elevate le potenzialità dei social networks in rete.

Accanto ad Apple si allienano aziende quali Ford e Dell, Pringles, best Buy e molte altre. Queste aziende hanno principalmente utilizzato i social networks per potenziare e consolidare comunità potenti e appassionate di consumatori intorno ai loro brand. Si tratta in questo caso di realtà che hanno creato nuovi canali di comunicazione e interazione di tipo B2C ( business to consumer ) ma il social networking sta interessando anche il mondo B2B dando forza al passaparola che spesso influenza le scelte e le decisioni all'acquisto delle comunità di clienti. I numeri parlano di un utilizzo del social networking per il B2B che tocca l'86% mentre per il B2C siamo intorno all'82%.

Secondo emarketer comunque ben il 63% delle aziende non ha ancora definito una sua strategia nell'uso dei molto media sociali oggi disponibili. Molte di queste aziende integrano i social media nelle attività di comunicazione tradizionali  ma ciò vale più per i mercati anglo-sassoni e meno per i mercati europei e nostrani.

Le aziende hanno invece idee abbastanza chiare sulle finalità e sugli obiettivi che si propongono di raggiungere con i media sociali. Chi opera nel B2B utilizza il social networking e altri media sociali prevalentemente per la generazione di nuove opportunità commerciali, per la retention e la creazione di programmi di fidelizzazione della clientela e infine per la generazione di una maggiore awareness sulle attività, i valori e i prodotti associati al marchio.

Il ricorso a strumenti di social networking fa interagire a livello paritario non soltanto diependenti e manager all'interno dell'azienda ma anche l'azienda con i clienti, i fornitori, i consulenti, partner ecc. Questi approcci comportano sempre un cambiamento culturale che passa attraverso nuove forme di organizzazione, nuovi comportamenti e processi aziendali.

Tra gli strumenti più usati prevalgono i blog, i wiki, Facebook, Linkedin e Twitter, tutti strumenti che hanno nel loro DNA la facilità con cui si può comunicare e interagire, aggregare le conversazioni facilitando anche il monitoraggio, l'analisi, la partecipazione e la visibilità.

 

 

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