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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

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La politica italiana contemporanea presenta ‘trailers’ e film già visti più volte, nei cinema d’essai e di periferia. Un manipolo di coraggiosi ‘naif’ a 5 stelle cerca di opporsi alla recidività dei politici di lungo corso ma senza la certezza del successo. E pensare che basterebbe obbligare tutti i politici all’uso di Google Glass con applicazioni ad hoc! 
 

Da quando si conoscono i dettagli delle nuove tecnologie che hanno reso possibile lo sviluppo dei Google Glass, è stato tutto un fiorire di nuove idee per un loro utilizzo in vari ambiti di applicazione (3 motivi per cui è utile e necessario riflettere sui Google Glass.)

C’è chi ha suggerito di obbligare ad indossare gli occhiali gli operatori di borsa prima che con le loro scelte possano distruggere il patrimonio di intere aziende e mettere sul lastrico migliaia di dipendenti. C’è chi ha ipotizzato di dotare del nuovo gadget tecnologico impiegati di banca, puericultrici e baby sitter, insegnanti e cuochi, autisti di taxi e operai addetti allo smistamento dei bagagli negli aeroporti ( vi immaginate Malpensa o Fiumicino? ).

Fassina potrebbe suggerire di usare i Google Glass per identificare e separare gli evasori alla ricerca di semplice sopravvivenza da quelli malintenzionati e cattivi. Esselunga potrebbe decidere di combattere la piaga  dei furti nei punti vendita dotando di Google Glass ogni consum atore in modo da apprendere le strategie creative, suggerite dalla crisi, di chi vuole semplicemente sopravvivere ( se frequentate un supermercato capite a cosa mi riferisco….).

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Il potere della tecnologia genera incertezza: suggerimenti tecno-pragmatici

In ogni situazione di crisi è normale interrogarsi sulle sue cause, sui suoi effetti e sugli sviluppi futuri. La crisi che stiamo vivendo è però diversa. Lo è perchè ne siamo coinvolti in prima persona ( al tempo delle crisi precedenti non c'eravamo ) ma anche perchè è più inquietante e generatrice di incertezza. Le cause sono molteplici ma una in particolare è dirompente. Non per le consegueze negative ma per la sua capacità intrusiva e di ibridazione che ha cambiato paradigmi e sistemi tradizionali introducendo cambiamento e trasformazione.

La percezione generale è che stiamo vivendo tempi di crisi profonda e di grande cambiamento. Dopo anni di prosperità e di sviluppo,  facciamo fatica a comprendere perchè siamo arrivati qui e viviamo nell'assoluta incertezza su ciò che potrebbe succedere.

A generare incertezza sono fattori diversi quali la disoccupazione e la mancanza di lavoro, la bancarotta politica, finanziaria e morale, la ridefinizione geopolitica del potere nel mondo, la debolezza e la volatilità delle valute e soprattutto la carenza di visioni politiche e sociali capaci di far prevedere un'uscita in positivo dalla crisi.

"Il futuro è già arrivato. Solamente non è ancora stato uniformemente distribuito." - "Non ho bisogno di scrivere sul futuro. Per la maggior parte delle persone, il presente è già abbastanza inquietante." - William Gibson

La crisi che stiamo vivendo non è molto diversa dalle altre. La storia non si ripete ma presenta molte similitudini. La politica era carente anche negli anni settanta, la crisi economica era forte anche negli anni 80, la crisi industriale non è una novità di oggi così come non lo è la concorrenza dei paesi emergenti.

La differenza sta nella globalità della crisi e nel fatto che tocca aspetti diversi quali l'ecologia e l'ambiente, la sovrappopolazione del pianeta, l'accresciuta disparità e disuguaglianza tra ricchi e poveri ma anche aspetti psicologici e sociali quali la crisi della famiglia tradizionale e nucleare, la difficoltà delle nuove generazioni a trovare una occupazione ( il 40% dei giovani italiani tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati e sui rimanenti il 40% ha un lavoro precario e sottopagato) e la crisi psicologica dell'individuo alle prese con una ridefinizione del Sè in un mondo diventato reale e virtuale insieme.

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Tecnologia e posizione orizzontale!

Internet sta rapidamente cambiando e il cambiamento è stato favorito dalla proliferazione delle APP e dal diffondersi di smartphone e tablet. Per molti le APP stanno determinando il passaggio evolutivo ad una rete internet diversa fatta meno di motori di ricerca e più di mondi virtuali e informazioni sempre aggiornate legate al nostro profilo, ai nostri bisogni e stati d’animo.

L’analisi della nuova realtà tecnologica, nella quale siamo tutti immersi, si presta a considerazioni diverse, sicuramente contrastanti e non necessariamente condivise.

Le opinioni a confronto sono quelle dei tecnofobi e dei tecnofili. ma anche quelle di studiosi che, pur non condividendo le tendenze messe in moto dalla pervasività della tecnologia, cercano comunque di capire perché alcune situazioni si stiano determinando, quanto esse siano ineluttabili e quanto possano contribuire all’evoluzione del genere umano.

Il problema non è più se e quanto la tecnologia, il computer, la macchina siano neutrali e moralmente corretti.

Ciò che interessa è quanto sia appropriato il livello acritico di accettazione della tecnologia a livello sociale e quanto sia moralmente corretto adeguarsi alle tendenze emergenti e condivise dalla massa dei consumatori.

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Riflessioni su una possibile soggettività giuridica  per una futura personalità informatica 

“L’informazione è contagiosa: una volta creata tende a diffondersi” (Seth Lloyd)

Si parla di una accelerazione della tecnologia informatica tale da creare in un futuro, non poi così lontano, verso la metà del secolo, una intelligenza non esclusivamente biologica in grado di competere se non superare l’intelligenza umana.

Già adesso lo sviluppo dell’informatica sta modificando aspetti della vita umana che si riflettono sui nostri rapporti sociali e, quindi, sulle modalità di espressione delle nostre capacità giuridiche, dai contratti, alle procedure, dalla contabilità, alle responsabilità.

Tuttavia, quello che qui preme è evidenziare una ulteriore modifica  nei rapporti giuridici che un tale sviluppo potrà comportare.

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NETWORKED

Sul numero di Maggio/Giugno di Harvard Magazine, un interessante articolo scritto da Elizabeth Gudrais esplora il lavoro di cinque scienziati di Harvard e delle reti di collaboratori/colleghi con cui operano e collaborano negli ambiti di ricerca delle disciplinedi cui sono rinomati protagonisti. La lettura dell'articolo ( Leggi Ora ) soddisfa le curiosità di studiosi e semplici curiosi su temi interessanti quali l'evoluzione umana, la creatività e il linguaggio.

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Fonte: freeplayclub.orgL’utilizzo diffuso di strumenti di social, professional e business networking a livello personale ( Facebook, Linkedin, Video ecc.) e aziendale ha reso trasparenti ai più i principi, gli algoritmi e i modelli matematici su cui queste applicazioni si reggono. Questi principi, algoritmi e modelli sono il risultato di anni di ricerca scientifica e dello sviluppo delle teorie delle reti che negli ultimi quaranta anni hanno visto impegnati non solo matematici ma anche studiosi dei sistemi umani quali sociologi, psicologi ecc. La comprensione dell’importanza delle reti sociali e professionali che in modo formale e informale caratterizzano un’organizzazione aziendale ha portato allo sviluppo e all’applicazione di strumenti di analisi di queste reti con l’obiettivo di individuare non soltanto connessioni e relaziono esistenti ma anche comportamenti e modalità di interazione tra i vari nodi o elementi costitutive delle stesse.

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La Social network analysis (SNA) è ormai utilizzata diffusamente in ambiti tra loro eterogenei. In rete si possono trovare numerosi siti o blog ricchi di informazioni e sperimentazioni portate avanti da ricercatori e scienziati in ogni parte del mondo. Oggi voglio segnalare le ricerche di Michael Wu, Ph.D , Principal Scientist di Lithium e in particolare un suo scritto sull'analisi di comunità online fatta attraverso strumenti di SNA allo scopo di identificare coloro che  sono in grado di influenzare altri membri grazie ad autorevolezza, numero di contatti e altri parametri tipicamente usati per evidenziare ruolo ed importanza dei nodi di una rete sociale. L'analisi prevede solitamente la raccolta di numerosi dati relativi alle interreleazioni che intercorrono tra i membri di una comunità e la loro rilevanza in termini di autorevolezza e reputazione. Spesso l'analisi delle reti sociali che compongono una comunità online è resa difficile dalla mancanza di dati e dall'incompletezza dei profili delle persone coinvolte. Di frequente è comunque possibile ricostruire schemi e reti di relazioni grazie alle conversazioni che avvengono tra i membri di una comunità o i nodi di una rete. La conversazione presa in esame in questo ambito consiste da un thread di un forum, da un articolo pubblicato in un blog o un'idea espressa attraverso un commento.

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Fonte:www.chemarkconsulting.net/Coniato da Michael Porter nel 1985 il termine catena del valore serviva a descrivere una sequenza o combinazione di una serie di nove attività che all’interno di un’azienda e di una organizzazione venivano identificate come capaci di generare valore aggiunto. Il valore veniva trovato nell’interazione tra queste attività e considerato come un modo per soddisfare meglio aspettative e bisogi del cliente. Punto di partenza di questa visione di Porter è una azienda statica, poco dinamica, molto regolare impegnata nelle nove attività sopra descritte, dalla produzione alla messa in commercio dei prodotti, con l’obiettivo di generare valore aggiunto per i propri clienti e mercati.

A questa azienda poteva benissimo essere applicato un concetto come quello della catena che richiama la linearità, la sequenzialità e la stretta dipendenza dei vari anelli che la compongono. In questo modello il fornitore propone suggerimenti, idee, soluzioni aggiungendo valore per poi passare il tutto all’anello successivo della catena come in una linea di produzione di tipo tayloristico. Si tratta di un modello che prevede prodotti e bisogni dei clienti ben definiti e chiari e basato su processi ben oliati ed efficienti in grado di fornire un ROI profittevole perché basato sulla riduzione dei costi e su un’elevata soddisfazione dei clienti o delle entità che stanno a valle della catena, siano esse singole persone, acquirenti, clienti ecc.

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L'intelligenza collettiva alla base dell'innovazione!

Segnalo un articolo di Matt Ridley pubblicato sul Wall Strett Journal e ripreso da Verna Allee l'animatrice di Value Networks, un network internazionale di ricercatori, consulenti, manager d'azienda, esperti in varie discipline scientifiche con cultura multidisciplinare che ha prodotto una proposta articolata di strumenti di analisi delle reti di valore.

 

Secondo l'autore dell'articolo la spettacolare evoluzione del genere umano negli ultimi 45000 anni è dovuta prevalenetemente alla intelligenza collettiva come derivato dalla interazione tra individui e motore potente di qualsiasi tipo di acpacità inventiva, di innovazione e cambiamento. L'idea di base fa riferimento a quantosostenutoda tempo da numerosi studiosi. La creatività e l'innovazione sono attività sociali che si basano sullo scambio e il dialogo. L'attenzione allo scambio e all'interazione tra individui è il collante tra il libro di Ridley e la pubblicistica ormai molto vasta sul mondo delle reti sociali e dei social networks online. Lo scambio e l'interazione che caratterizzano una rete sociale sono possibili solo all'interno di reti composte da essere umani, non necessarimente collegati tra loro da vincoli di parentela, amicizia ecc. e sono alla base di quello che oggi alcuni studiosi definiscono come intelligenza collettiva ( per altri intelligenza connettova ) che ha permesso l'invezione dello scambio stesso. Questa intelligenza è nata dal confronto su cose e pensieri e dalla specializzazione che ha incoraggiato la ricerca di benefici condivisi a livello di conoscenza. La specializzazione porta a ricercare nuovi e migliori modi di fornire un prodotto o un servizio e ad individuare nuovi strumenti più adeguati per farlo. Queste riflessioni sono anche alla base del lavoro di Verna Allee e della sua Value Network Analysis nata a partire dalla teoria dello scambio di Homans (1059) ma anche dalla teoria dei sistemi viventi elaborata dalla stessa Verna nel 2002, 2003 e 2008.

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Global swap shops

Perchè i social networks online sono cresciuti così rapidamente e perchè Facebook è diventato un fenomeno di massa.

Retidivalore segnala un interessant studio sul fenomeno del social networking online pubblicatoda THE ECONOMIST il 28 gennaio 2010. I riflettori sono stati puntati non soltanto sul fenomeno sociale e globale che ha interessato milioni  di persone di generazioni diverse, ma anche su come il mondo dell'economia, della cultura e dello spettacolo stanno reagendo e interessandosi all'uragano Facebook e ai cambiamenti da esso indotti nel modo di stare in rete e nei comportamenti degli utenti di Internet. La ragione della crescita esponenziale che si è verificata viene trovato nell'effetto rete. Coniato inizialmente per spiegare la rapida diffusione dei telefoni cellulari, serve oggi aspiegare come il valore di una rete sociale aumenti esponenzialmente con l'aumentare del numero di persone che la compongono.In breve queste reti crescono lentamente all'inizio per poi esplodere esponenzialmente appena sia stato raggiunto il tipping point.........per continuare la lettura (in inglese).

 

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Fare rete,collaborare, trasformare il modello di business!

(Un articolo pubblicato sul numero di Giugno di Computer Business Review )

 

Sulla stampa italiana, ma anche sulla stampa in generale, il tema dell’Enterprise 2.0 sembra essere scomparso. Il nuovo buzz generato dall’annuncio e poi dal rilascio dell’iPAD ( prodotto tecnologico e strumento per nuovi modelli di business ) ha sicuramente contribuito a spostare il cono d’attenzione dei media, mettendo in secondo piano una rivoluzione che nel frattempo si sta attuando. E’ una rivoluzione ancora incompiuta perché la crisi economica in corso ha limitato i budget IT, ridotto la sperimentazione e forzato i responsabili dei sistemi informatici delle aziende a dare priorità alla riduzione dei costi. Per quanti hanno deciso di affrontare la crisi innovando, le nuove tecnologie web stanno comunque avendo un ruolo sempre più cruciale nel contribuire ad un radicale cambiamento nel modo in cui aziende, organizzazioni e istituzioni  operano e competono sul mercato e nel trovare risposte concrete e vincenti in termini di maggiori performance, riduzione dei costi, diffusione di nuova conoscenza, sostegno all’innovazione e maggiore motivazione delle persone coinvolte.

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Segnaliamo due saggi sul web semantico, scritti da Ignazio Licata (Isem, Institute for Scientific Methodology, Palermo).

 

I modelli di rappresentazione della conoscenza ispirati all'attività della mente umana stanno avendo un impatto decisivo sulla progettazione di nuove interfacce uomo-macchina, e rendono possibile l'idea del web come global brain,una rete associativa dinamica capace di operazioni di information retrieval centrate sull'utente.  

 

1. Il problema della rappresentazione della conoscenza e l’approccio sistemico-cibernetico

 

 

L’intera storia dell’intelligenza artificiale può essere caratterizzata come il tentativo di trasformare in modelli formali una formidabile serie di questioni appartenenti alla secolare tradizione filosofica sulla natura della conoscenza (gnoseologia). Il concetto stesso di “agente intelligente” infatti implica una “descrizione del mondo” in base alla quale l’agente, in interazione con l’ambiente, opera le sue scelte attraverso l’attivazione di una serie di strategie di valutazione dei dati e selezione degli elementi significativi in relazione ad un obiettivo prefissato.....continua la lettura

 

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Come molti, anch’io faccio parte del social networking di Facebook. In realtà non posso considerarmi un membro attivo (preferisco stare in rete con un mio portale blog), visito la mia home page su sollecitazioni esterne, le uniche cose che pubblico sono il risultato di un automatismo che mi permette di condividere, attraverso NetworkedBlogs, su Facebook contenuti che scrivo per il mio portale RETIDIVALORE. Ma soprattutto rifuggo da ogni coinvolgimento in forme di conversazioni personali legate ad hobby, interessi, attività, amicizie ecc. A livello professionale invece ho fatto un test importante, durato solo tre mesi, che mi ha permesso di verificare la potenza delle relazioni di un network e di conoscere, entrare in contatto e conversare con persone con le quali mai avrei avuto modo di interagire nella vita reale. Di quella sperimentazione mi sono rimaste nuove conoscenze e nuovi contatti ma anche un senso di inutilità legata al mezzo, al fenomeno, ai comportamenti delle persone che hanno preso a frequentare i social networks online.

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