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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

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(Un articolo pubblicato su SoloTablet)
 
Brevi riflessioni a partire da un articolo intervista pubblicato su la Repubblica. Ad essere intervistata una filosofa, Myriam Revault d'Allones che ha pubblicato in Francia un libro (La crise sans fin) nel quale si interroga sulla crisi che stiamo vivendo come un sintomo di qualcosa d'altro. Un qualcosa che tocca il nostro modo di vivere completamente immersi nel presente e che ha eliminato il passato (cultura e tradizione) e sta rendendo impossibile ( nella percezione collettiva ) il futuro.
 

Lo spunto per condividere alcune brevi riflessioni 'filosofiche' su un portale 'tecnologico' nasce dal riferimento che l'autrice fa nel libro ad alcuni autori che amo come il filosofo Paul Virilio e la filosofa Hannah Arendt ma anche uno scrittore come Milan Kundera, citato per la sua resistenza, attraverso il romanzo, a tutti gli agenti di rimbecillimento planetario. Una resistenza estesa anche alle forme della tecnica dominate dallo spirito di semplificazione dell’essere dell’uomo e concentrate in modo esagerato sull’attualità. Una resistenza che secondo l'autore dell'Insostenibile leggerezza dell'essere dovrebbe portare all' ignoranza dell'incertezza.

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TechnoVisions, la nuova collana di eBook da Delos Digital

 

Viaggi controcorrente per naviganti critici e intelligenti. Delos Book ha dato vita ad una nuova collana di libri digitali (ebook). Ad inaugurarla un ebook dal titolo "Tablet: trasformazioni cognitive e socio-culturali” di cui è autore Carlo Mazzucchelli, fondatore del progetto Solotablet. Il primo titolo è disponibile sui maggiori Store di eBook (Amazon, BookRepublic, UltimaBooks, Apple iBooks, CuboLibri, Lafeltrinelli.it, MediaWorld…), così come le prossime uscite di questa iniziativa, costa 1,99 euro.
 


E’ nata la collana TechnoVisions, a cura del giornalista Luigi Pachì, esperto di ICT da circa trent’anni e direttore di un’agenzia che si occupa di marketing e comunicazione nel settore dell’Information & Communication Technology. Si tratta di un’iniziativa edita dalla Delos Digital, casa editrice milanese specializzata nella produzione di eBook, che ha deciso di ampliare il proprio catalogo inserendo il filone della saggistica legata al mondo della tecnologia. Pachì ha curato per anni le inchieste dei maggiori player di mercato per la rivista di Datamonitor, Computer Business Review Italy e attualmente collabora con varie testate e realizza alcune delle videointerviste per Data Manager Online.

Il primo titolo, disponibile da pochi giorni sui maggiori Store di eBook (Amazon, BookRepublic, UltimaBooks, Apple iBooks, CuboLibri, Lafeltrinelli.it, MediaWorld…), così come le prossime uscite di questa iniziativa, costa 1,99 euro. Gli eBook Delos Digital sono tutti DRM Free e la collana esordisce con Carlo Mazzucchelli e il suo eBook intitolato “Tablet: trasformazioni cognitive e socio-culturali”.


“TechnoVisions – ha illustrato Luigi Pachì – si propone di portare al lettore una visione critica e talvolta controcorrente sull’uso degli strumenti tecnologici di ultima generazione e sulle corporation che dominano il panorama dell’intero comparto. I testi proposti nella collana TechnoVisions vogliono offrire alcune riflessioni utili alla conoscenza di fenomeni spesso sottovalutati, suggerendo l’urgenza di elaborare una nuova presa di coscienza sull’uso della tecnologia, finalizzata alla produzione di maggiore informazione e conoscenza. Il mondo digitale sta cambiando e nel farlo ‘cambia’ anche noi”.

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Alcuni link diretti all’eBook per agevolarne la ricerca in rete:

Amazon (per Kindle)

BookRepublic (ePub)

LaFeltrinelli (ePub)

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Dialoghi sulla tecnologia

Una conversazione tra due persone con la stessa curiosità intellettuale, amore per la letteratura, la filosofia, e la riflessione critica.Occasione del dialogo la pubblicazione di un ebook contenente alcune riflessioni sulla tecnologia e la sua evoluzione attuale e sui suoi effetti sulla vita delle persone.

L'intervista-dialogo è stata originta da Antonio Fiorella che, dopo aver messo in luce sgrammaticature e contraddizioni individuati nelle riflessioni fatte ha trasformato in domande dubbi e curisoità provocando nuove riflessioni e approfondimenti.

Le risposte sono state probabilmente ancora incomplete ma sviluppate con la finalità di produrre nuova conoscenza e accrescimento personale, anche per chi legge.

Per leggere la conversazione per intero e/o per parteciparvi.....

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Tecnologia a scuola: come cambia la didattica, in formato e-book

 

TABULARIO Un libro sulla didattica che cambia sotto l'influsso potente delle nuove tecnologie.

Il tablet è entrato prepotentemente nella scuola italiana rivoluzionando medoti didattici e suggerendo nuove forme di apprendimento.

Non tutti sostengono questa rivoluzione, ma tutti sono chiamati ad una riflessione critica sugli effetti della tecnologia sulla scuola e la formazione delle nuove generazioni.

Un libro utile per insegnanti che vogliono provare a cambiare, divertendosi!

 

La scuola è lo specchio della società e non può rimanere immune dalla rivoluzione tecnologica che sta interessando tutti gli ambiti della vita sociale.

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(Un articolo scritto e pubblicato per SOLOTABLET
Le nuove e innovative tecnologie che hanno reso possibile l'iPad e i tablet attuali sono il prodotto auto-generatosi di un trend tecnologico di tipo espansivo che non  riguarda più solo dispositivi digitali e computer ma interessa tutti gli aspetti della vita umana nello stadio di evoluzione corrente.  Per dirla con Ray Kurzweil "l'evoluzione tecnologica muove verso forme di complessità maggiore, maggiore eleganza, maggiore conoscenza, maggiore intelligenza, maggiore bellezza, maggiore creatività e maggiore capacità di creare emozioni...." . Il tablet è tutto questo e anche di più ed è per questo che è entrato prepotentemente nelle vite quotidiane ed è elemento determinante nell'affermazione ed emergenza di nuovi stili di vita.

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Disoccupazione giovanile e consumismo

 
L'indagine Istat più recente certifica una disoccupazione giovanile al 44,2%. Il dato testimonia il dramma che stanno vivendo le nuove generazioni per la mancanza di lavoro e di opportunità e l'opacità che caratterizza gli scenari nei quali si trovano a vivere e a respirare. Gli adulti guardano preoccupati e si interrogano sul fenomeno e sulla mancanza di reazioni. Per ridurre il senso di disagio molti di loro finiscono per offrire soluzioni di tipo consumistico. Una spiegazione possibile alle lunghe code di ragazzi per l'iPhone 6.

 

Di crisi si parla da molto tempo e ne parleremo ancora a lungo, ma la crisi non è percepita allo stesso modo da tutti.

In passato ci siamo confrontati con affermazioni che la negavano richiamando l'attenzione ai ristoranti sempre pieni e alle file ai caselli delle autostrade per il fine settimana fuori porta. La stessa affermazione potrebbe essere fatta oggi osservando le lunghe code che, nel giorno dell'arrivo dell'iPhone 6 nei punti vendita italiani, si sono formate davanti ai negozi che hanno messo in vendita i nuovi smartphone di Apple (Generazione Y, spendaccioni, ottimisti e senza lavoro! Perfetti.....).

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Le sorprese dei sistemi complessi: riflessione sulla realtà italiana post-elezioni

 

Le riflessioni sui risultati delle elezioni che hanno cambiato l’Italia sono lacunose e incapaci di raccontare quanto è successo. Non possono farlo perché molti non dispongono ancora degli strumenti necessari a capire la nuova realtà e ad altri manca il linguaggio per raccontarla. Così come il tablet ha reso il personal computer un dispositivo superato, il Movimento 5 stelle ha reso obsoleto un intero sistema politico.

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Il futuro non è che l'inizio. Per andare dove?

Per i meno giovani andare sulla Luna ha significato realizzare un sogno dell'umanità ma non tutti ci sono poi potuti andare. Anzi dopo dodici allunaggi si è deciso di non riprovarci più. Molte previsioni finiscono in nulla e molti sogni si infrangono, anche quelli trainati da visioni ottimistiche della realtà e del suo futuro.

 

Lo slogan usato alla Leopolda dai renziani doc e soprattutto da quelli dell'ultima ora può essere analizzato prendendo a prestito i mille libri scritti sul tema del tempo ma forse è sufficiente ricordare quanto diceva Marshal McLuhan:   The future of the future is the present .

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Riflessioni anarchiche sulla tecnologia

Le conversazioni, gli scritti e i racconti della rete che hanno come tema la tecnologia sembrano tutti improntati alla tecnosofia. L’innamoramento per le nuove tecnologie nasconde però un’errata percezione degli effetti delle stesse sulla vita personale, sociale e lavorativa ed un’incapacità a sviluppare un pensiero critico utile ad una riflessione più generale sui tempi che stiamo attraversando.

 

Ho già affrontato più volte su SoloTablet il tema della tecnologia e dei suoi effetti più o meno negativi sulla vita delle persone (Rubrica Tabulario) . La tecnologia mi piace e mi incuriosisce, diversamente non ne parlerei così tanto, ma mi suggerisce anche numerose riflessioni (ll pesce siamo noi ) che vanno oltre la tecnica, i dispositivi, i gadget  e le macchine di cui tutti siamo attrezzati.

Gli ambiti che suggeriscono le tematiche più interessanti per una riflessione sono Internet e il web (Il web è morto anzi no! Il futuro flessibile di Internet), il ruolo di società come Google e Facebook ( Google non è più uguale per tutti e fa filtro. Fra un pò farà anche la ricerca..., Pensare nei tempi e negli spazi dei social network , Ambivalenza di Google. Strumento di libertà o di controllo? , Pensare nei tempi e negli spazi dei social network ) con i loro modelli di business, la privacy e la sicurezza ( Sicurezza tra vecchie e nuove esigenze ).

Il tema centrale rimane sempre il ruolo della tecnologia e delle macchine nel determinare la vita delle persone e l’evoluzione della nostra società.

La tecnologia ha cambiato il nostro vivere quotidiano (Tablet, design e tecnologia, alla ricerca di sensorialità ed esperienze...), le nostre abitudini e i nostri stili di vita ( Gli stili di vita del cittadino e lavoratore Mobile , Trasformazioni silenziose e pratiche rumorose, Il tablet, stili di vita e trend emergenti) ed ha creato nuove opportunità per lo sviluppo e il progresso individuale, di aziende e organizzazioni. Tuttavia è cresciuta enormemente la dipendenza delle persone dalle nuove tecnologie così come è dimostrato dalla difficoltà crescente di genitori, educatori, insegnanti e adulti in genere a ritagliarsi spazi di comunicazione con le nuove generazioni sempre più occupate a giocare ed a interagire con gadget elettronici, telefoni cellulari, videogiochi, televisione, tablet e notebook. Tutti dispositivi che li tengono incatenati in mondi più o meno virtuali e cyberspazial (Questo è il progreso idiota!....)

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Non linearità, caos, complessità - Le dinamiche dei sistemi naturali e sociali

Cristoforo Sergio Bertuglia, Franco Vaio 

La comprensione dei fenomeni complessi (sistemi con tre o più corpi che interagiscono) e caotici (turbolenze) è stato possibile soltanto con la revisione delle millenarie impostazioni matematiche e geometriche della realtà (i "modelli").  Ma, come già intuiva Pascal: "Ogni cosa è cusata e causante, aiutata e adiuvante....". Quindi, anche i modelli matematico-geometrici e la nuova Teoria della Complessità si sono "circolarmente" influenzate nel concorrere a una nuova visione della realtà, dall'economia, alla fisica, dalla finanza ai sistemi biologici.

Fin dagli albori del pensiero scientifico moderno i modelli matematici sono stati utilizzati per la descrizione dei fenomeni. Il loro successo è stato notevole nelle scienze della natura, in particolare nella fisica, tanto che i modelli in questo ambito sono intesi spesso come «leggi universali». 

In altri ambiti scientifici, ad esempio nelle scienze sociali, la ricerca di pretese leggi universali è stata infruttuosa e i modelli sono utilizzati come strumento per organizzare i dati e come efficace stimolo per sviluppare e approfondire le idee, ma senza pretese esplicative di portata generale.

In questo libro la modellizzazione matematica è colta nei suoi aspetti comuni alle scienze della natura e a quelle della società, ed è vista evolvere dalle prime forme lineari, tipiche della scienza classica, a forme più articolate che sono all'origine di dinamiche più ricche e imprevedibili chiamate caos e complessità, dinamiche che la scienza classica non era stata in grado di trattare e che sempre più si vanno imponendo all'attenzione della ricerca attuale sia nelle scienze della natura sia in quelle della società.  

La realtà è complessa o semplice ?  Dipende: il testo mostra con chiarezza come lo stesso fenomeno possa, senza mutare la sua struttura ma soltanto la dinamica di qualche suo parametro, passare da un'evoluzione deterministica prevedibile, a una ancora deterministica ma imprevedibile, per poi dissolversi nell'imprevedibile "sensibilità alle condizioni iniziali" del regime caotico.  Lo stesso fenomeno!

La compessità e il caos hanno un'ordine visibile?   La capacità di lasciar "emergere" l'ordine e la logica nascosta di tali sistemi dinamici richiede un'apertura a modelli matematici iterativi, a modelli geometrici frattali e alla rinuncia delle pretese di prevedibilità, a favore di una maggiore comprensione della natura del sistema stesso.  Tale natura del sistema non è però determinata dalle sue parti, ma dalle relazioni esistenti tra esse, in un processo di influenza riflessiva e "circolare" che conduce all'autorganizzazione dei sistemi complessi.

Che ne è della matematica...?   Il moderno paradigma del "Computer cosmico" non rende molto merito alle precedenti impostazioni assiomatiche, formaliste, utilitariste della matematica, trasformandola invece in un apparato compuatzionale ricorsivo che "decomprime" le informazioni che la Natura "comprime" nei suoi "files" (DNA, molecole, strutture di base vegetali, organiche, biologiche).  Il computer è stato l'innesco di una ristrutturazione mentale e cognitiva che ha reso visibile la "granularità" delle informazioni e la conseguente "sensibilità alle condizioni iniziali" delle possibili evoluzioni di fenomeni complessi.

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In ogni situazione di crisi è normale interrogarsi sulle sue cause, sui suoi effetti e sugli sviluppi futuri. La crisi che stiamo vivendo è però diversa. Lo è perchè ne siamo coinvolti in prima persona ( al tempo delle crisi precedenti non c'eravamo ) ma anche perchè è più inquietante e generatrice di incertezza.

Le cause sono molteplici ma una in particolare è dirompente. Non per le consegueze negative ma per la sua capacità intrusiva e di ibridazione che ha cambiato paradigmi e sistemi tradizionali introducendo cambiamento e trasformazione.

La percezione generale è che stiamo vivendo tempi di crisi profonda e di grande cambiamento. Dopo anni di prosperità e di sviluppo,  facciamo fatica a comprendere perchè siamo arrivati qui e viviamo nell'assoluta incertezza su ciò che potrebbe succedere.

A generare incertezza sono fattori diversi quali la disoccupazione e la mancanza di lavoro, la bancarotta politica, finanziaria e morale, la ridefinizione geopolitica del potere nel mondo, la debolezza e la volatilità delle valute e soprattutto la carenza di visioni politiche e sociali capaci di far prevedere un'uscita in positivo dalla crisi.

"Il futuro è già arrivato. Solamente non è ancora stato uniformemente distribuito." - "Non ho bisogno di scrivere sul futuro. Per la maggior parte delle persone, il presente è già abbastanza inquietante." - William Gibson

La crisi che stiamo vivendo non è molto diversa dalle altre. La storia non si ripete ma presenta molte similitudini. La politica era carente anche negli anni settanta, la crisi economica era forte anche negli anni 80, la crisi industriale non è una novità di oggi così come non lo è la concorrenza dei paesi emergenti.

Per terminare la lettura sul portale di www.solotablet.it

 

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E’ tutto una questione di Lampi!

Il tema della prevedibilità del futuro è oggetto di continue nuove pubblicazioni e ampiamente trattato da numerosi studiosi e scienziati di varie discipline che spaziano dall’economia alla finanza, dall’ingegneria sociale alle reti. La sfida nella quale si cimentano gli autori è quella della complessità che rende complicato prevedere scientificamente gli eventi e il nostro futuro. La ricerca va avanti da secoli ma solo oggi nuove ricerche sembrano fornire alcune risposte concrete, non tanto sulla prevedibilità quanto sul fatto che i comportamenti umani seguono alcune leggi che, con l’approccio e la cultura giusta, possono essere  stabilite con esattezza. Tutto ciò è reso oggi molto più semplice rispetto al passato dal fatto che, grazie all’evoluzione tecnologica, ogni nostro gesto e azione lascia registrazioni e tracce digitali che offrono agli studiosi l’opportunità di scendere a livelli di dettagli analitici senza precedenti nella storia. I risultati delle molte ricerche in corso dimostrano in modo convincente che la maggior parte delle nostre azioni è guidata da leggi, schemi e meccanismi che sembrano essere altrettanto prevedibili e riproducibili di quelli individuati nelle scienze naturali. La conoscenza di queste leggi aiuta non tanto la previsione quanto la comprensione dei fenomeni che riguardano non soltanto il singolo ma milioni di individui e i loro comportamenti individuali e di gruppo. 

Questo almeno è quanto sostiene Albert-Lazlo Barabasi nel suo ultimo libro “LAMPI la trama nascosta che guida la nostra vita”, edito e pubblicato in lingua italiana da Einaudi all’inizio di quest’anno (2011).

Il nuovo libro di Barabasi è un misto di narrazione storica e di divulgazione scientifica. La narrazione storica ci permette di conoscere una parte importante della storia della patria dell’autore, la parte scientifica è il resoconto di studi, ricerche, intuizioni, scoperte che hanno  guidato il suo lavoro e determinato le riflessioni pubblicate nel libro a sostegno della tesi che, alla base dei ritmi della vita e dei comportamenti umani, esiste un ordine più profondo che può essere previsto, studiato e come tale sfruttato. Se questa opportunità fosse stata data ai protagonisti storici narrati nel libro, probabilmente la loro storia personale ma anche quella dell’Ungheria, della Chiesa e dell’Europa avrebbe potuto essere diversa.

La componente storica e quella scientifica si alternano anche nella struttura del libro rendendo avvincente la lettura come un giallo nel quale si vuole conoscere la sorte del protagonista, in questo caso il cavaliere szekler Gyorgy Dozsa Szekely, e perché la sua sorte è stata determinata dai ‘Lampi’ che lo hanno portato a compiere il suo destino. La storia patria serve a Barabasi per dimostrare come le azioni degli uomini che hanno fatto la storia, ma anche le nostre, siano in realtà governate da regole e meccanismi che nella loro semplicità potrebbero avere la stessa predittività della legge di gravitazione di Newton. La sequenza semplice degli eventi sembra spesso confusa  e misteriosa. Nel quattrocento lo era sicuramente, oggi la disponibilità di miriadi di dati  prodotti dalle tecnologie digitali ci aprono invece un immenso laboratorio per la ricerca sociale dalla quale emerge che i nostri atti o gli eventi, nei quali siamo più o meno attori, non sono  discreti, casuali e isolati ma parte di una rete magica di dipendenze. Ogni storia, individuale e di gruppo si trova dentro altre storie che rivelano ordine dove ci si potrebbe attendere caos, e  casualità dove al contrario tutto sembrerebbe preordinato. Più si analizzano i dati e più si scopre come le nostre azioni seguano schemi semplici e riproducibili governati da leggi di vasta portata.  E’ come se invece di essere dei giocatori di dadi alla ricerca dello scenario futuro possibile, fossimo invece dei robot desideranti e sognanti ma guidati da un pilota automatico.

Il tema della previsione del futuro interessa tutti e nel confronto delle previsioni tendiamo ad avere a priori un atteggiamento di fiducia o di scetticismo. Alla prima categoria appartengono indovini, interpreti della psiche e consulenti di borsa, alla seconda coloro che invece tendono a mettere in discussione la capacità divinatoria dei Nostradamus di turno e a sottolineare i loro frequenti e grossolani errori previsionali. Eppure le previsioni, pur difficili, non sono impossibili! Facile ad esempio prevedere con precisione eventi che obbediscono a leggi naturali, più difficile prevedere l’esito di fatti storici. Se fosse vero il contrario il cavaliere Szekely sarebbe ricordato nella storia ungherese in modo molto diverso da quello attuale o non ricordato affatto. In ‘Previsione e profezia’ d’altra parte lo scienziato e filosofo Karl Popper ha sostenuto che laddove sono coinvolti esseri umani la previsione è impossibile e il suo pensiero ha finito per influenzare e condizionare le scienze sociali dei decenni successivi. Ma il fatto che anche Einstein abbia dovuto ammettere che il nostro universo è probabilistico come indicato dalla teoria quantistica sta ad indicare che il problema potrebbe non essere nel metodo ma nella disponibilità di dati e oggi disponiamo di molti dati e anche di potentissimi computer con i quali possiamo elaborarli. Non è un caso ad esempio che benché la metodologia per le previsioni meteorologiche, descritte da Lewis Fry Richardson agli inizi del ‘900 nei suoi libri, fossero state ritenute sbagliate, oggi le nostre previsioni sono precise al 95% proprio grazie a quella metodologia. La disponibilità dei dati raccolti dai satelliti e dai radar ha fatto la differenza. Applicata alle scienze sociali questa riflessione può portare ad ipotizzare dimostrazioni matematiche della imprevedibilità delle azioni umane e a ricercare una struttura probabilistica in grado di svelare le nostre azioni future.

Il problema vero è, secondo Barabasi, che per essere casuale l’attività umana dovrebbe esserlo in modo uniforme. In realtà essa invece di essere casuale, è piena di lampi. Riprendendo i temi trattati nel suo libro precedente ‘Links’ l’autore intravede in molti fenomeni umani una legge di potenza che spiega l’esistenza di casi anomali, lampi ed eventi straordinariamente grandi che si affiancano a molti eventi piccoli e insignificanti. La distribuzione che segue una legge di potenza rende possibile prevedere l’esistenza di eventi rari  che si manifestano come raffiche che rompono la monotonia dei comportamenti e dei ritmi usuali e che risultano determinanti per determinare e/o conoscere le azioni future. A differenza di Taleb che nel suo libro ‘Il cigno nero’ metteva in discussione tutta la tradizione previsionale, Barabasi è convinto che in presenza di dati sufficienti per l’analisi sia possibile studiare i comportamenti umani come prevedibilmente imprevedibili (capitolo 21° del libro). Non vi è nulla di uniforme o casuale nel modo in cui la vita si esprime ma le raffiche dominano a tutte le scale temporali. Le raffiche sono parte integrante della nostra vita e sono il segno della continua lotta per l’adattamento e  la sopravvivenza. Il problema, ancora senza risposta, è come si generino queste raffiche  e perché siano così diffuse in tanti sistemi umani. Ad oggi infatti la dinamica umana è un ambito di ricerca che non ha ancora visto l’evoluzione che si è realizzata ad esempio nel campo della fisica del primo novecento. Se ciò succedesse l’impatto sarebbe immenso. E a determinarlo non può essere soltanto la disponibilità di dati ma anche la ricerca e la speranza di poter fare del nostro pianeta un luogo migliore di quanto non sia oggi.

L’ottimismo dell’autore di LAMPI non è da prendere come una presa di posizione netta sulla prevedibilità o sul determinismo che domina le nostre azioni. Il libro offre una riflessione approfondita e aperta a conclusioni diverse. La curiosità e la voglia di trovare leggi strutturali non va vista come la ricerca della pietra filosofale o dell’Immensa macchina che dominerebbe il nostro vivere sociale, ma come un contributo a rendere la vita individuale e di gruppo più comprensibili, più prevedibile e quindi più felice.

E in ciò un lampo o un battito di ali di farfalla a volte può fare la differenza, soprattutto se percepito o prioritizzato per tempo!

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Navigare ed esplorare sono termini ormai obsoleti. Non nel loro riferimento a pratiche quotidiane ma nel loro significato originale. Navighiamo la rete ed esploriamo le centinaia di icone sul display del nostro dispositivo mobile ma in realtà siamo immobili nella nostra maggiore 'mobilità'.

Esploriamo e visitiamo mondi fantastici e fantasiosi ma questi luoghi sono semplici fantasmi e prodotti della nostra immaginazione. Tocchiamo mari e laghi con i nostri polpastrelli ma il tatto e il contatto con il display appartiene più ad un ordine statico che dinamico.

Affinchè la terra prendesse la forma che ha e si vedesse tradotta in mappe geografiche fatte di confini, contorni e bordi, di paesaggi e rilievi ci sono voluti esploratori coraggiosi e viaggi avventurosi. Senza l'esplorazione di terre e mari sconosciuti non avremmo oggi i loro confini disegnati su carta, non conosceremmo il carattere, il paesaggio, la natura,  la fauna, la flora e la popolazione delle terre portate alla 'luce' e da quel momento inserite nel mondo cosiddetto conosciuto. Oggi quei mondi sono diventati vecchi, sia perchè ci sembra di conoscerli da sempre sia perchè abbiamo smesso da tempo di esplorarli con gli stessi occhi e la stessa curiosità fisica dei nostri antenati.

Oggi l'esplorazione è guidata da viaggi low cost e villaggi turistici ma soprattutto dai nostri gadget tecnologici e dalle funzionalità di navigazione che ci permettono di raggiungere qualsiasi posto rimanendo fermi. Invece di esplorare siamo esplorati ( a Google e Facebook interessa più il nostro profilo commerciale di consumatori potenziali che soddisfare i nostri bisogni di ricerca) come soggetti che navigano mondi virtuali e paralleli nei quali la tecnologia gioca un ruolo sempre più importante.

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