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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

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Per i meno giovani andare sulla Luna ha significato realizzare un sogno dell'umanità ma non tutti ci sono poi potuti andare. Anzi dopo dodici allunaggi si è deciso di non riprovarci più. Molte previsioni finiscono in nulla e molti sogni si infrangono, anche quelli trainati da visioni ottimistiche della realtà e del suo futuro.

Lo slogan usato alla Leopolda dai renziani doc e soprattutto da quelli dell'ultima ora può essere analizzato prendendo a prestito i mille libri scritti sul tema del tempo ma forse è sufficiente ricordare quanto diceva Marshal McLuhan:   The future of the future is the present .

...vai all'articolo sul portale Solotablet

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Nasce il portale web SOLOTABLET, uno spazio dedicato al tablet come strumento di lavoro per l’impresa.

(Un mio progetto nato dalla collaborazione con Carlo Bongiovanni, Ftancesco Saviano, Giulio Rusciano e Massimiliano Abiusi)

Milano: Lunedì 11 aprile 2011 – Frutto della collaborazione tra professionisti con competenze marketing, web, sviluppo software e media design, nasce il portale web www.solotablet.it ( www.tabletimpresa.it ). Aperto alla collaborazione il progetto è finalizzato a fornire informazioni, approfondimenti, risorse, opportunità di incontro, professionali e di business, a quanti stanno sperimentando il tablet come strumento di lavoro all’interno dell’azienda.

Grazie alla Apple e al suo iPad che ha fatto da apripista innovatore e rivoluzionario, il tablet ha già trovato in rete folle entusiaste di fan, blogger e professionisti della comunicazione che si stanno cimentando con portali più o meno tematici a informare e a raccontare le novità di un oggetto le cui future potenzialità sono per il momento ancora semplicemente percepite.

Il tablet è già oggetto di studio, di discussione e di analisi in tutte le realtà aziendali perché molti hanno compreso che la sua vera potenzialità sta nell'essere un perfetto strumento di lavoro in grado di soddisfare esigenze individuali ma soprattutto di aggiungere nuovi livelli di efficacia e produttività alle attività lavorative, professionali e manageriali delle persone che operano in azienda.

Il  portale www.solotablet.it ( www.tabletimpresa.it )  nasce per dare un contributo alla diffusione del TABLET in azienda informando sulle novità in termini di soluzioni, ambiti di applicazione, euristiche, buone pratiche, referenze e casi di studio italiani e stranieri.

L’audience a cui ci rivolgiamo è composta da  manager d'azienda preposti, nelle loro funzioni, alla valutazione e alla scelta di tablet da introdurre in azienda a supporto di modelli di business, strategie aziendali, processi e modelli applicativi.

Ci rivolgiamo anche a liberi professionisti, small & medium business (SMB), piccole e medie imprese (PMI) sia nella loro veste di utilizzatori che in quella eventuale di ideatori e sviluppatori di nuove idee, soluzioni, modelli di business e applicazioni per i tablet.

Il portale www.solotablet.it mira anche ad essere uno strumento di informazione per tutti i consumatori che navigano la rete alla ricerca di indicazioni e informazioni utili per individuare, tra le decine di prodotti disponibili, quello maggiormente in grado di soddisfare le loro esigenze e bisogni.

Il progetto è aperto a collaborazioni e nuove idee e in futuro prevede anche l’integrazione di una piattaforma sociale che permetterà a singoli blogger e/o partner di partecipare e collaborare direttamente al progetto.

Per contattarci Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Nei labirinti della tecnologia

E' in distribuzione sui princilapi bookstore online il mio ultimo ebook che parla della tecnologia, della sua crescente invadenza nella vita delle persone e dell'urgenza di nuove forme di consapevolezza su benefici, vantaggi, opportunità ma anche effetti negativi e trasformazioni più o meno desiderate.

Il libro non è un romanzo e neppure un saggio. E' un viaggio attraverso e insieme a coloro che sulla tecnologia hanno scritto, con entusiasmo o con preoccupazione.

E' un percorso che spero possa servire a chi leggerà il libro per decidere quali labirinti esplorare e quali viaggi tecnologici intraprendere, alla scoperta di nuove frontiere fatte di paesaggi immaginari e di nuove realtà concrete, percepite come digitali, virtuali e parallele.

Il labirinto di cui parla il libro è tutto tecnologico, reticolare, virtuale e reale al tempo stesso. Non è nato da solo, lo abbiamo costruito noi su misura, per divertimento e per soddisfare bisogni e necessità. Poi ci siamo persi al suo interno e abbiamo scoperto i numerosi Minotauri che cercano di dominarlo.

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Una riflessione su un periodo di grandi cambiamenti

In un periodo nel quale tutto sembra essere diventato caotico ma al tempo stesso immodificabile, non bisogna lasciarsi prendere dal panico e guidare dall'idea che a cambiare sarà il "tanto peggio, tanto meglio". E' vero che ogni forma di lotta e conflitto anche estremo finisce per essere rapidamente assorbito e reso innocuo dai vari organi dello stato ma anche dai media (non a caso i movimenti del 9 dicembre sono stati raccontati sotto l'icona dei Forconi e nessuno sforzo è stato fatto per presentare le mille facce del movimento e le loro istanze). E' vero anche che ogni forma di trasgressione ha perso il suo valore di shock (colorare di rosso una fontana è meno shoccante del tank con il quale i leghisti invasero piazza San Marco), non perchè le iniziative in sè non siano creative e potenti ma perchè sono esse stesse diventate parte del sistema. Non è un caso che i Forconi sono diventati presenza fissa dei talk show e le loro rivendicazioni sono state annacquate nelle conversazioni rumorose e volutamente inconcludenti con i presentatori, pronti a mandare lo stacco pubblicitario ogni qualvolta si presenta un argomento ritenuto nella sostanza troppo radicale e reale.

La situazione è tale che nessuna ricetta del passato è ancora valida. Bisogna ricominciare tutto daccapo, è necessario trovare e darsi una nuova identità e ripensare tutto, mandando in pensione soloro che hanno contribuito a creare la situazione senza sbocchi attuale. Finita la sbornia narcisistica e solipsistica degli ultimi venti anni, nei quali è stato percepito forte il bisogno di comunità (Zygmunt Baumann), è tempo di ritrovare nuove forme di solidarietà e comunione e di lavorare per la riappropriazione dei beni comuni. Una riappropriazione che non deve seguire mode e spiritualismi new age ma fondarsi su una battaglia di libertà, una lotta che deve rompere con il pensiero dominante per sostenere che un altro mondo è possibile e realizzabile sulla terra (lo dice anche papa Francesco, e poco importa se ormai è relegato alla decima pagina di giornali e riviste).

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(Un articolo del Prof. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Istituto di Chimica dei Composti OrganoMetallici Area della Ricerca di Pisa del CNR, a commento dell'articolo y=f(x) di Mara di Bartolomeo )

L’articolo y=f(x) di Mara Di Bartolomeo del 10 Maggio su questo sito mette a fuoco tanti aspetti importanti della complessità e mi ha suggerito molte considerazioni, ma qui ne svilupperò una sola, partendo dall’affermazione di Mara “Gli elementi e la loro relazione che muta nel tempo”. L’aspetto temporale in realtà non compare nella formula (all’amica Mara consiglio di sostituire la formula y=f(x) con y(t)=f(x(t),t), dove la dipendenza temporale è esplicitata sia per la funzione sia per gli elementi), ma è ben presente nell’articolo ed è per me fondamentale.

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La solitudine del social networker

È possibile vivere quotidianamente in rete tra i tanti contatti che abbiamo, spesso disponibili in tempo reale sul nostro monitor, e tuttavia sentirsi soli? E’ possibile avere intorno a sé amici, parenti, bambini e colleghi capaci di rendere felice l’esistenza di tutti i giorni ma socializzare di più su Facebook di quanto non facciamo intorno ad un tavolo da cucina o di un ristorante?

Siamo quasi sette miliardi ma sempre più soli. Le tecnologie mobili e sociali e le applicazioni di social networking hanno moltiplicato i contatti tra le persone ma non sono ancora riuscite a sostituire la potenza di uno sguardo, la valenza di un gesto, il contatto faccia a faccia e le molte emozioni scatenate dai sensi e dagli affetti.

Avvertiamo tutti le potenzialità delle nuove tecnologie ma anche il rischio di maggiore isolamento, senso di solitudine e di nuove angosce.

Ho provato a raccontare quello che penso sull'argomento con un ebook, disponibile per chi fosse interessato su tutti i principali store online: Amazon.it, Bookrepublic, Feltrinelli.it, Hoepli e altri ancora.

 

 

 

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Il mondo tecnologico è sempre più Mobile ma la tecnologia della rete continua ad essere il motore di ricerca. Google con i suoi algoritmi e i dati accumulati è oggi in grado di ripercorrere le nostre esperienze in rete e restituirci le informazioni che ci servono facendoci partecipi nella produzione di nuova conoscenza. Eppure per molti Google è il Grande Fratello, un Panopticon che controlla e vede tutto, un grande inquisitore che mira a conoscere per governare, un diavolo da contrastare come malattia dei nostri tempi tecnologici. E se questi molti sbagliassero?

Un articolo pubblicato sul portale www.solotablet.it.

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Dalla lettura dell'ultimo bellissimo libro sulla tecnologia (Quello che vuole la tecnologia, Edizioni Codice -  Euro 29,00 ), alcuni interessanti spunti di riflessione prima delle vacanze estive. Come la personalità umana, la tecnologia è modellata da tre forze: uno sviluppo preordinato e inevitabile, l'influenza della storia e la forza di gravità del passato e infine il libero arbitrio collettivo di una società, in parole semplici le scelte che noi tutti facciamo ogni giorno.

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Un articolo scritto per CBRItaly e pubblicato sulla rivista online.

L’eccesso di informazione e l’essere sempre online riducono la nostra capacità creativa e produttività e aumentano lo stress. Qualche consiglio per dare un po’ di respiro ai malati di social networking.

Andare controcorrente in un mondo sempre connesso e informato per sostenere l’importanza del recupero del silenzio e della solitudine è come affermare che Facebook fa macelleria mentale e cognitiva. Possibile pensarlo, meglio non dirlo. Per evitare le reazioni di quanti passano più tempo nella vita virtuale e parallela online che in quella reale ma anche per non rompere il pensiero unico e conformista che ci insegna come, per essere cool e trendy, oggi bisogna presenziare, socializzare online, dialogare in continuazione, anche sul nulla. Per parafrasare Moretti esserci sempre per farsi notare ... e collegare!

....comtinua la lettura

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I Pad, You Tube, We .doc

Anima, tabula, tablet, iPAd e scrittura, dentro e fuori dalla mente.

 
Una riflessione su alcuni argomenti trattati nell’interessante libro, ‘Anima e iPad’, di Maurizio Ferrarris pubblicato da Guanda pochi mesi fa e di cui ho completato recentemente la lettura.

Il libro, di non facile lettura per i molti riferimenti filosofici e alle teorie della mente ( cognitivismo, costruttivismo, ecc.) offre molti spunti di riflessione sui fenomeni legati alla diffusione dei nuovi dispositivi mobili e al ruolo della tecnologia nella nostra vita personale e sociale. I percorsi suggeriti da Ferraris sono molteplici ma tutti si possono ricondurre al ruolo della scrittura come registrazione, memoria, documentalità nella costruzione dello spirito (modificazione della lettera) e della nostra coscienza.

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Un articolo scritto per CBRItaly e pubblicato sulla rivista online.

No social media, no business. Lo sostiene Gartner Group ritenendo fondamentale, per la fidelizzazione della clientela, la comunicazione attraverso i social network. I dati relativi agli utenti registrati gli danno ragione. Ma quanti sono effettivamente gli utenti attivi e ‘fidelizzabili’?

Quasi un miliardo di utenti Facebook, mezzo miliardo su Twitter, quasi duecento milioni su Linkedin e trecento su Pinterest. Sembrano numeri da primato per luoghi abitati della rete ancora giovani in termini di età anagrafica. Ma se si scava nella abbondante letteratura disponibile si scopre che i dati vanno interpretati e dopo averlo fatto, tutto non è più come prima. Non lo è da un punto di vista sociale (consumer) e non lo è a maggior ragione da quello aziendale. La realtà raccontata descrive mondi virtuali sovraffollati e partecipati, la realtà racconta di una partecipazione in calo e di una disaffezione o dinamicità elevata. Questa realtà penalizza chiaramente i fornitori delle applicazioni di social networking ( vedi la difficoltà dell’IPO di Facebook ) ma anche le aziende che hanno puntato o stanno puntando sui social media come strumenti innovativi di marketing e comunicazione.

.....continua la lettura

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(Articolo pubblicato su SoloTablet)

Non premere, semplicemente toccami!

L’arrivo dei tablet con i loro schermi capacitivi e resistivi ha fatto emergere e conoscere una tecnologia, da tempo oggetto di ricerca e sviluppo, che ha introdotto nuove interfacce più sensibili e gentili per l’interazione uomo macchina. La sensibilità e la gentilezza sono due elementi che ben descrivono la tattilità delle nuove interfacce e l’adozione di nuovi comportamenti nell’uso di un registratore di cassa, di un dispositivo ATM, di un iPaod, di uno smartphone e/o di un tablet.
 

I nuovi display tattili funzionano grazie a corrente elettrica continua e ad una interfaccia multipoint che permette ai dispositivi mobili di intercettare e comprendere più di un messaggio di input simultaneamente, come nel caso delle due dita usate per un ‘pinch’. I nuovi display sono una valida metafora di come noi oggi interagiamo con i dispositivi tecnologici e di come la nostra mente si lasci catturare da significati più o meno espliciti ed intensi associati/associabili ad un evento particolare, un testo, un’immagine, un video ecc.

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(Un artivolo da me scritto per la rivista CBRItaly)

Il mondo ex-libero della rete è sempre più filtrato dall’azione di pochi operatori che, per farci un favore, personalizzano ogni risposta alle ricerche in base alla percezione che si sono fatti dei nostri bisogni e necessità. Non importa quanto corretta o sbagliata essa possa essere.

In ottobre dovevo partire per un lungo viaggio per il quale avevo bisogno di una copertura assicurativa. La semplice visita del sito della Mondial Assistance, ha segnalato il mio bisogno ai filtri della rete e da quel momento, in molte pagine da me visitate, sono stato inseguito dal banner di Google Adsense della società assicurativa.

Visitando la libreria Amazon per l’acquisto di un libro di Lansdale al mio profilo vengono associati i libri di Winslow, Crumley, Leonard ma anche quelli di autori selezionati da profili personali di utenti che vengono ritenuti simili al mio. Se poi acquisto il libro in formato e-book per il mio Kindle Fire è probabile che i dati relativi al modo con cui sfoglio, leggo, annoto il mio testo vengano registrati per costruire un mio profilo virtuale di lettore.

Due semplici esempi di quanto sta succedendo online nell’era della personalizzazione delle ricerche. Nel mondo digitale, nel quale passiamo molto del nostro tempo, ciò che fino a ieri era un mezzo anonimo nel quale tutti potevamo agire indisturbati con personalità multiple, è diventato uno strumento potente nelle mani di pochi, per raccogliere e analizzare dati personali. Google, Facebook, Amazon, Linkedin offrono un servizio che paghiamo in gran parte con le informazioni che forniamo su di noi e che vengono poi cedute e trasformate in denaro sul ‘mercato dei comportamenti’ e del marketing. Un mercato sempre più ricco e promettente, poco rispettoso del ‘permission marketing’ e che fa di ogni click in rete una merce da vendere al miglior offerente.

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