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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

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E' da poco in libreria un bel libro scritto da Rosario Sica e Emanuele Scotti sul Community Management. Il libro tocca tutti gli aspetti che servono a descrivere la costruzione, lo sviluppo e la gestione di comunità online, incentrate sulla conversazione, utili a condividere conoscenze e pratiche, e a far crescere la conoscenza generale degli affiliati. Il libro prende in considerazione i processi informali, i meccanismi e le dinamiche di social networking che si sviluppano in queste comunitò, il ruolo delle nuove tecnologie abilitanti note con la denominazione di Web 2.0 e fornisce alcuni suggerimenti utili all'avviamento e allo sviluppo di comunità online sia strutturate e finalizzate ad attività aziendali, sia più informali e legate alla condivisione di interessi e di tipo relazionale. Il libro è arricchito da una introduzione del professor Giorgo De Michelis e da molte interviste rivolte a professionisti attivi in rete e/o esperti di comunità online che gli autori hanno utilizzato per rendere il libro più leggibile, concreto e utile alle attività di ogni giorno. Una di queste interviste ha coinvolto anche uno dei co-fondatori di Complexlab e oggi  animatore di una rete di professional e manager d'azienda denominata Complexlabnetwork.

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La morte di Second Life, precocemente decretata dai media, appare poco comprensibile se si pensa all’enfasi che sul fenomeno Second Life i media stessi hanno posto nei primi mesi di quest’anno. Un’enfasi che ha convinto molti direttori marketing e spinto molte aziende ad investire milioni di dollari reali nell’acquisto di miliardi di Linden Dollars per costruire, allestire e rendere abitabili migliaia di isole con l’obiettivo, non solo di richiamare masse erranti di avatar consumatori, ma anche di promuovere e realizzare iniziative di comunicazione, di marketing e commerciali. Dietro questa morte decretata sta forse la vera opportunità di Second Life e dei molti progetti simili che vedremo apparire sulla rete nel prossimo futuro. “Quando le luci si spengono Second Life esiste ancora, nella sua versione effettiva…e ora che è stata montata e smontata Second Life ha davanti a sé ogni possibilità concreta, compresa quella di una seconda vita” .O per dirla con Gartner Group: " Entro il 2011 il 70% delle aziende avrà una second life...."

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Paul Virilio è forse uno degli studiosi meno noti del panorama filosofico europeo contemporaneo, ma un protagonista assoluto nello studio dello sviluppo della tecnologia in relazione ai comportamenti umani, personali, sociali e politici. Nel suo ultimo libro, “L’università del disastro”, edito da Cortina e di recentissima pubblicazione in Italia, Virilio torna su argomenti a lui cari quali quello dei rischi che l’uomo postmoderno sta correndo a causa del predominio della tecno-scienza e della mancanza di strumenti di difesa e prevenzione nei confronti dei disastri che la scienza stessa può provocare nel quotidiano ma specialmente in un futuro nemmeno molto lontano (il medioevo prossimo venturo?).

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La pratica filosofica come filosofia pratica e dialogo libero in sessioni di consulenza di gruppo e individuali. Una alternativa al counseling psicologico e alla psicoterapia? Una moda passeggera e transitoria? Non si direbbe visto che dal 1980 stanno crescendo eventi, convegni, iniziative ( philo-cafè italiano ad es.) e soprattutto studi di consulenza filosofica in paesi quali la Germania, l'Olanda, Israele, gli Stati Uniti, la Spagna e l'Italia. In Italia poi Umberto Galimberti è il curatore di una collana editoriale tutta incentrata sul tema della consulenza filosofica.

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Da sempre per un’azienda trovare il partner adeguato è un’impresa costosa e complicata, ma in un mercato competitivo, globale e composto da un’offerta multi-vendor crescente di soluzioni tra loro simili, la collaborazione con e tra partner è diventata una necessità che obbliga ad investimenti crescenti e a tentativi ripetuti. Chi conosce il canale e le dinamiche relazionali che lo caratterizzano sa da tempo quanto le iniziative da mettere in campo per individuare, sedurre e forse ‘sposare’ il partner selezionato siano assimilabili a quelle praticate nel sociale e note come dating (Meetic, Superava, Match, e altri social networks), speed dating o incontri finalizzati a trovare l’anima gemella.

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Per John Cage tutto era musica, compreso il rumore e il silenzio. Di lui ricordo due concerti ( performance forse sarebbe parola più appropriata), uno allo storico Ciack di Milano durante il quale suonò un pianoforte dopo averlo imbottito di lattine vuote di Coca Cola e di chiodi ( i suoni che ricordo erano stranamente orientali e molti abbandonarono la sala per tempo), il secondo al Lirico con l’artista che salito sul palco si limitò a fare silenzio, a sfidare la rabbia crescente di parte del pubblico e a subire anche un’aggressione simulata che fece parlare i giornali del giorno dopo (obiettivo raggiunto disse l’artista).

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Il sogno di Berners-Lee di favorire la collaborazione tra uomini e macchine sta forse realizzandosi? Nell’evoluzione del web, i due fenomeni che più di tutti hanno caratterizzato la rete di questi ultimi anni, l’emergere dei social networks e delle componenti collaborative e sociali del web da un lato, e il salto evolutivo di tipo tecnologico e cognitivo che ha accelerato alcuni sviluppi del cosiddetto web semantico dall’altro, sembrano oggi trovare percorsi comuni di sviluppo ed integrazione. Entrambi i fenomeni possono essere osservati come ecosistemi, il primo caratterizzato dalle interrelazioni sociali, dalla collaborazione e dai contenuti generati e condivisi dagli utenti, il secondo dai dati e dalla sua capacità di aggregare e far emergere informazioni provenienti da sorgenti e produttori molteplici. E’ questo un ambito di ricerca che vede impegnati molti studiosi con l’obiettivo di creare nuove applicazioni intelligenti (Web semantico e sociale) capaci di far emergere e distribuire in rete non soltanto informazioni ma conoscenza e significati, grazie alle nuove tecniche e dinamiche del web semantico.

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Questa riflessione è rivolta a tutti coloro che, operando in ambito marketing, comunicazione, internet e consulenza manageriale, si stanno interrogando sulle potenzialità dei nuovi media sociali e su un loro utilizzo personale per introdurre nuove idee, servizi e proposte nel loro portafoglio d’offerta.

Facebook e quelli alla ricerca di una nuova professione

Questa riflessione è rivolta a tutti coloro che, operando in ambito marketing, comunicazione, internet e consulenza manageriale, si stanno interrogando sulle potenzialità dei nuovi media sociali e su un loro utilizzo personale per introdurre nuove idee, servizi e proposte nel loro portafoglio d’offerta.

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Paul Virilio è forse uno degli studiosi meno noti del panorama filosofico europeo contemporaneo, ma un protagonista assoluto nello studio dello sviluppo della tecnologia in relazione ai comportamenti umani, personali, sociali e politici. Nel suo ultimo libro, “L’università del disastro”, edito da Cortina e di recentissima pubblicazione in Italia, Virilio torna su argomenti a lui cari quali quello dei rischi che l’uomo postmoderno sta correndo a causa del predominio della tecno-scienza e della mancanza di strumenti di difesa e prevenzione nei confronti dei disastri che la scienza stessa può provocare nel quotidiano ma specialmente in un futuro nemmeno molto lontano (il medioevo prossimo venturo?).

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Le trasformazioni profonde indotte dalle nuove tecnologie digitali alla Facebook stanno offrendo a molti l’opportunità di far interagire le loro intelligenze e di condividere passioni e interessi grazie ad uno scambio continuo che invece di annullare le intelligenze individuali le potenzia e le valorizza. Ma è proprio così? Cosa succede alle capacità dei singoli all’interno di un gruppo, di una comunità o di una rete?

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“La collaborazione tra gruppi di lavoro e organizzazioni fa aumentare la produttività eliminando le barriere che limitano il flusso di informazione e creano colli di bottiglia nella comunicazione aziendale. Scoprire le rete sociali che caratterizzano ogni organizzazione aiuta a ripensare i processi aziendali migliorando comunicazione, interazione e collaborazione.”

Reti sociali e Risorse

( Un articolo pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di gennaio/febbraio 2009)

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L'indagine Istat più recente certifica una disoccupazione giovanile al 44,2%. Il dato testimonia il dramma che stanno vivendo le nuove generazioni per la mancanza di lavoro e di opportunità e l'opacità che caratterizza gli scenari nei quali si trovano a vivere e a respirare. Gli adulti guardano preoccupati e si interrogano sul fenomeno e sulla mancanza di reazioni. Per ridurre il senso di disagio molti di loro finiscono per offrire soluzioni di tipo consumistico. Una spiegazione possibile alle lunghe code di ragazzi per l'iPhone 6.

Di crisi si parla da molto tempo e ne parleremo ancora a lungo, ma la crisi non è percepita allo stesso modo da tutti.

In passato ci siamo confrontati con affermazioni che la negavano richiamando l'attenzione ai ristoranti sempre pieni e alle file ai caselli delle autostrade per il fine settimana fuori porta. La stessa affermazione potrebbe essere fatta oggi osservando le lunghe code che, nel giorno dell'arrivo dell'iPhone 6 nei punti vendita italiani, si sono formate davanti ai negozi che hanno messo in vendita i nuovi smartphone di Apple (Generazione Y, spendaccioni, ottimisti e senza lavoro! Perfetti.....).

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