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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

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(Un articolo scritto e pubblicato su un altro mio progetto online denominato Software Sociale)

Software Sociale è online da alcuni giorni e già ben visitato. Per il momento molte visite sono di persone curiose di vedere se sia possibile realizzare qualcosa di nuovo in un ambito già presidiato da molti. Per il futuro spero che queste visite si traducano in collaborazione ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) e partecipazione (registrati) ad un progetto che nasce aperto al dialogo e allo scambio.

Per quanto attiene ai miei interessi personali mi piacerebbe che contribuissero al portale  coloro che stanno sperimentando il marketing sociale attraverso l’uso dei concetti, degli strumenti, dei modelli emersi in questi anni in quello che viene comunemente definito come
social computing. Per facilitare l’inizio di questo dialogo provo a descrivere, in questo mio post, cosa si intenda oggi per social computing, che significato abbia per il marketing e come sia cambiato il contesto culturale e comportamentale a contorno.

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Modelli decisionali di tipo collaborativo

( Un articolo pubblicato sul numero di Marzo della rivista Computer Business Review)

E’ ormai diffusa la sensazione che la competizione tra aziende non dipenda più soltanto dalla capacità produttiva e dai risultati economico-finanziari ma anche dall’abilità di collaborare e interagire con attori di una stessa filiera o tra partner. Altrettanto rilevante è l’affermarsi all’interno dell’azienda di un clima collaborativo che favorisca la motivazione del personale, il lavoro di gruppo, e generi maggiore efficienza ed efficacia nel raggiungimento degli obiettivi individuali e aziendali.  Lo sviluppo della collaborazione e dell’interoperabilità nei vari livelli e processi decisionali aziendali sono diventati fattori critici per il successo o l’insuccesso di un’impresa o di un progetto imprenditoriale.  Le nuove tecnologie collaborative, quando sono supportate da adeguati approcci, modelli e metodologie, promettono di migliorare i processi decisionali mettendo a disposizione strumenti e metodi utili ad accelerare le decisioni, a facilitare la raccolta e l’accesso rapido alle informazioni necessarie, a evidenziare le criticità che possono rallentare il processo e a definire criteri utili a decidere rapidamente. Queste tecnologie facilitano l’assessment delle alternative possibili e la definizione delle priorità imposte o richieste dall’azienda, permettono di sfruttare le nuove modalità interattive digitali e di combinarle con quelle più tradizionali per far interagire e comunicare le persone con le competenze e le conoscenze che servono in modo da produrre le migliori decisioni possibili nel tempo più breve richiesto.

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Allineare mercati, strategie e comportamenti: dal paradigma di Bain a quello dei network
Retidivalore segnala un testo scritto e pubblicato dagli studenti del Dottorato di Ricerca in Management dell'Università LUISS di Roma nella collana SL Quaderni, Edizioni Franco Angeli. Attraverso una rilettura, che passa da una rappresentazione lineare a quella multidimensionale tipica dei network, del fondamentale paradigma dell'Economista Industriale Bain (Struttura del mercato - Condotta dell'impresa - Performance) gli studenti  provano a ricostruire da diversi punti di vista ciò che la letteratura recente ha prodotto sul tema dell'allineamento in un'ottica di rete integrando il lavoro con numerosi riferimenti a casi reali.

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Scopriamo le tendenze in atto nell’utilizzo delle tecnologie collaborative per favorire nuove alleanze

di Carlo Mazzucchelli Un articolom pubblicato su CBRITALY

Ad ogni inizio anno è utile interrogarsi su ciò che ha caratterizzato l’anno precedente per cercare di comprendere, ed eventualmente anticipare, le tendenze in atto e gli effetti che potrebbero avere sul destino personale e professionale individuale, sul business aziendale e sulla vita economica e sociale in generale. In questo articolo si cercherà di applicare questo esercizio analitico al tema della collaborazione. Da un punto di vista tecnologico, sulla collaborazione come strumento di produttività aziendale, è stato detto e scritto quasi tutto. Insistere nell’elencare o enfatizzare caratteristiche e benefici degli strumenti collaborativi oggi disponibili, rischia di alimentare ridondanza e miopia in una situazione di crisi economica che sta colpendo anche il mondo dell’IT, bloccando numerosi progetti innovativi che della collaborazione avevano fatto il loro scopo. Analizzare alcuni trend in atto nell’utilizzo delle tecnologie collaborative all’interno delle aziende è sicuramente utile. Più proficuo indagare come alcune tendenze macro-economiche, sociali e politiche generali, possano aumentare il valore della collaborazione intesa come atteggiamento e pratica in grado di contribuire con i suoi effetti benefici al superamento della crisi corrente e a meglio ri-posizionare le aziende che cavalcheranno questo paradigma nel contesto competitivo futuro.

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Con l’avvento del Web 2.0 anche le strategie di CRM delle aziende devono adeguarsi, sfruttando la centralità del cliente che diventa elemento attivo e pretende di essere ascoltato e contribuire alle scelte

 

Un articolo di Carlo Mazzucchelli pubblicato sul numero di della rivista Computer Business Review

 
Immerse e condizionate da una crisi che non sembra ancora avere trovato la luce alla fine del tunnel e che sta falcidiando i loro fatturati e profitti, le aziende sono obbligate a guardare con maggiore attenzione alle loro strategie CRM e a studiare come fare a trarre vantaggio dalle nuove tecnologie Web 2.0, il social networking in primis, per coltivare e consolidare le loro relazioni con il cliente nella sua veste di utente, consumatore, cittadino  e acquirente.

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Un articolo pubblicato sulla Business Community di Eccellere

Si discute molto di come le imprese possano oggi trarre vantaggio dalla componente sociale e intangibile che caratterizza la loro organizzazione per competere su un mercato sempre più globale e complesso. Nella scienza del management delle organizzazioni è sempre più evidenziata e condivisa l’importanza delle reti complesse di connessioni e di relazioni che caratterizzano le organizzazioni aziendali.

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( Un aticolo inviatoci da Fabrizio Maimone , consulente, formatore aziendale, e docente di comunicazione organizzativa presso la Università LUMSA di Roma)

La complessità è una caratteristica strutturale delle organizzazioni postfordiste (Rullani, 1998). I nuovi modelli organizzativi, che nascono dalla metamorfosi dell’impresa “tradizionale”, si caratterizzano per la flessibilità e la presenza di “confini variabili”. Reti tra imprese, strutture organizzative per business unit, imprese quasi virtuali, reti di franchising, network di professionisti, aziende a rete, comunità professionali, poli tecnologici, incubatori di impresa, ecc. sono esempi di organizzazioni non tradizionali. Le forme di flessibilità organizzativa si stanno diffondendo anche nei contesti “non business” come la Pubblica Amministrazione, le ONG e il terzo settore.

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RFID e privacy, due realtà che a braccetto proprio non vanno

 

di Carlo Mazzucchelli pubblicato su CBRITALY

Il tema della privacy associato al proliferare pervasivo dei chip RFID rientra in una riflessione più generale che molti intellettuali, filosofi e scienziati (Paul Virilio, Edgar Morin, John Naisbitt e molti altri) stanno facendo sul ruolo della tecnologia nella nostra società e sulla crescente dipendenza del genere umano da tecnologie di cui stiamo forse perdendo il controllo e che potrebbero danneggiarci come persone, come società e anche come specie. Il tema deve essere trattato in modo olistico, con un occhio attento agli effetti prodotti nella società del secondo millennio dall’incredibile evoluzione delle tecnologie. Gli ambiti più interessanti e forse più discussi al momento sono quelli della robotica e dell’intelligenza artificiale ad essa associata e degli RFID. In questo articolo ci occuperemo dei secondi evidenziando i punti di vista contrapposti che caratterizzano il dibattito in corso tra produttori e consumatori, legislatori e cittadini, favorevoli e contrari.

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di Stefania Contesini

La produzione del senso nelle organizzazioni

Il tema di questo articolo è l'oscillazione del paradigma narrativo fra la produzione di creatività, innovazione, immaginazione e la funzione di normalizzazione, ordine e costruzione di senso. La riflessione filosofica sul processo e sul prodotto del raccontare può rendere virtuosa questa dialettica nell' ottica del 'pensare altrimenti'.

Parole chiave: narrazione, riflessività, significato

Le storie sono libere?

L'enfasi sulla narrazione, sul pensare per storie come modo alternativo alla logica argomentativa, come occasione per esprimere soggettività, innovazione e produzione immaginativa, non deve farci perdere di vista l'oscillazione da parte di questo paradigma verso attributi radicalmente opposti. Ho già accennato, nella prima parte di questo articolo, come le prime narrazioni epiche fungevano da elemento organizzatore e ordinatore per il consolidarsi di quelle esperienze degne di essere memorizzate e istituzionalizzate. Il narrare è sempre stato il luogo della trasmissione dei costumi, dei codici e delle leggi. La dimensione della conservazione non ha certo ricoperto un ruolo secondario rispetto a quella dell'innovazione, la funzione di normalizzazione spesso ha avuto la meglio su quella di cambiamento, la legge sulla libertà. Si giustificano allora i dubbi verso una certa retorica che vede nel registro narrativo un radicale mutamento dei codici e dei regimi discorsivi all'interno delle organizzazioni.

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2010 - Portali aziendali sempre più sociali e collaborativi

(Un articolo pubblcato sull'edizione di dicembre della rivista CBR ) - Il mercato degli enterprise portals ( infrastrutture aziendali in grado di garantire l’accesso e l’interazione con gli asset informativi aziendali quali contenuti, applicazioni, processi aziendali, e persone da parte di knowlede workers ), sembra non soffrire della crisi in atto che sta interessando il mercato IT e manifestare segnali di vitalità importanti sia in ambiti di impiego tradizionali sia innovativi. Stiamo forse assistendo ad un cambio di paradigma determinato dalle nuove tecnologie

Web 2.0 e dalla maggiore facilità con cui gli utenti della rete possono partecipare alla produzione di nuovi contenuti in collaborazione con altri e condividerli con loro attraverso nuovi strumenti e ambienti di social networking online. Questo cambiamento, nato sulla rete di tutte le reti, si sta trasferendo sempre più rapidamente anche all’interno delle aziende favorendo il diffondersi di nuove tecnologie e strumenti collaborativi ma soprattutto andando ad incidere su comportamenti, processi decisionali, produttività e flussi di lavoro. Tutto passa attraverso una maggiore facilità con la quale le persone coinvolte nei processi aziendali sono in grado di produrre nuova intelligenza e conoscenza e di condividerla in modo efficace per raggiungere obiettivi personali, organizzativi e aziendali.

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Una delle visioni di Negroponte pubblicate nel 1995 in 'Being Digital' raccontava di stampanti in grado di utilizzare carta per la stampa spceciale perchè riutilizzabile. Oggi Toshiba rende quella visione non solo reale ma alla portata di tutti.....

Da Being Digital di Negroponte a Toshiba.....

La lettura di un breve articoletto pubblicato sul giornale La Repubblica e di cui riassumo i contenuti in questo breve articolo, mi ha ricordato una piacevole lettura ed un incontro interessante da me avuto alla fine degli anni novanta. La lettura si riferisce al libro Being Digital e l'incontro all'autore di quel libro che partecipava ad un convegno internazionale organizzato dall'azienda per la quale a quel tempo lavoravo.In Being Digital, Negroponte, con la sua capacità visionaria e un pò istrionica, prefigurava l'avvento dei bit sugli atomi e la trasformazione di molte parti del nostro mondo fisico in una realtà immateriale fatta prevalentemente di informazioni e di semplici bit. Da questa visione l'autore di un libro che ebbe grande successo e venne pubblicato in tutto il mondo, faceva derivare una serie di previsioni legate alla trasformazione in corso di processi, prodotti, tecnologie ecc.

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Mostra immagine a dimensione interaLe frequenti indagini di mercato finalizzate a scoprire quanti progetti CRM (Customer Relationship Management) abbiano avuto successo dimostrano da tempo come la percentuale dei fallimenti si attesti tra il 50% e l’80%. Per gli analisti, i motivi di fallimento di un’iniziativa CRM sono molteplici: assenza di una strategia, mancata integrazione con la strategia aziendale complessiva, scelta di strumenti non adeguati alle caratteristiche del business aziendale, scarsa attenzione posta alla customer experience del cliente durante l’intero ciclo di vita che lo lega ad un prodotto o ad un marchio, insufficienza di dialogo con gli utenti coinvolti nel progetto, prevalenza di una visione tecnologica su una più orientata ai risultati, visione limitata nel tempo e poco orientata al cliente.

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Capacità di innovazione e creatività sono qualità altamente ricercate da organizzazioni e aziende che operano in un mercato dinamico ed in costante evoluzione. Si tratta di organizzazioni caratterizzate da reti di relazioni complesse e paritarie fondate sullo scambio e la condivisione e che assumono forme estese ed integrate di veri e propri ecosistemi. In queste reti molti attori, siano essi dipendenti, clienti, consumatori ecc. assumono un ruolo sempre più interattivo e proattivo dando forma a nuovi modelli e realtà che si autoproducono e che generano cambiamenti profondi nelle tecniche di marketing, nelle attività di ricerca e sviluppo, negli uffici acquisti, nella gestione delle risorse umane.....

INNOVARE, COLLABORARE, COMUNICARE

  ( Un articolo pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di Luglio/Agosto 2007)

“Se ci scambiamo un euro, avremo sempre solo e soltanto un euro ciascuno, se ci scambiamo un’idea, avremo due idee ciascunodal libro Swarm Creativity di Peter Gloor

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